Operazione lampo della Polizia di Stato nel sud pontino: intercettati dopo un folle inseguimento a bordo di un’auto, i due truffatori sono stati bloccati e la refurtiva è stata interamente restituita alla vittima, un’88enne.
Una truffa ben orchestrata, sventata grazie al fiuto e alla prontezza della Polizia di Stato. È il bilancio di un’operazione condotta dagli agenti del Commissariato di Gaeta che ha portato all’arresto di un uomo di 50 anni e di una donna di 38, entrambi originari della Sicilia, gravemente indiziati di truffa aggravata e resistenza a pubblico ufficiale.
Tutto ha avuto inizio nel pomeriggio del 27 ottobre a Sperlonga, quando un’anziana di 88 anni è stata contattata al telefono da un truffatore che, spacciandosi per il “comandante dei Carabinieri”, le ha fatto credere che la sua famiglia fosse coinvolta in un’indagine legata a una rapina in gioielleria, tirando in ballo un’auto intestata al marito defunto.
Poco dopo, un complice si è presentato direttamente a casa della donna, fingendosi un carabiniere in borghese. Con abilità manipolatoria, l’ha convinta a raccogliere tutti i risparmi e i gioielli di casa per sottoporli a presunti “accertamenti”. Con un espediente – chiedendole di andare a lavarsi le mani per non contaminare le impronte digitali – il finto militare si è impossessato del bottino ed è fuggito.
La svolta è arrivata poco dopo durante un normale servizio di controllo del territorio. Gli agenti della Squadra Anticrimine hanno notato un’auto che procedeva a velocità sostenuta e in modo irregolare verso il centro cittadino. All’alt della Polizia, il conducente ha deciso di accelerare, dando il via a un pericoloso inseguimento a cui si è unita anche una pattuglia della Squadra Volante.
La fuga è stata a dir poco rocambolesca: l’uomo ha percorso tratti contromano, bruciato semafori rossi e speronato diversi veicoli, tra cui un’auto in sosta e una volante di servizio. La corsa si è conclusa in una strada senza uscita a Sperlonga, dove il fuggitivo ha tentato un’ultima manovra urtando nuovamente il mezzo della Polizia prima di essere immobilizzato.
Il bottino recuperato e restituito
La perquisizione personale e veicolare ha confermato i sospetti: l’uomo nascondeva negli indumenti intimi oltre 4.000 euro in contanti, mentre nel bagagliaio c’era un vero e proprio tesoro – collane, bracciali, orecchini, fedi e monete per circa mezzo chilo di peso – stimato in 40mila euro.
La refurtiva è stata rintracciata, riconosciuta e immediatamente restituita all’anziana signora. L’auto utilizzata per il colpo è stata posta sotto sequestro, mentre i due indagati sono stati trattenuti nelle camere di sicurezza della Questura di Latina in attesa del giudizio direttissimo.
Dall’episodio arriva l’ennesimo e fondamentale invito della Polizia di Stato a mantenere alta la guardia: nessuna forza dell’ordine o istituzione chiede mai denaro contante o preziosi a domicilio per verifiche o cauzioni. In caso di dubbi o telefonate sospette, il consiglio tassativo è quello di interrompere subito la comunicazione e comporre il 112, il Numero Unico di Emergenza.






