Traditi dall’attenzione e dal senso civico di un cittadino. Si è conclusa con il sequestro del veicolo la fuga della banda di ladri specializzata nei colpi ai bar tabacchi alla periferia del capoluogo, finora riuscita a spostarsi a bordo di una potente berlina di lusso. I poliziotti della Questura di Latina hanno infatti individuato e recuperato la Maserati Ghibli bianca utilizzata dai malviventi per le loro incursioni notturne e cercata dalle forze dell’ordine a seguito dei falliti tentativi di furto messi a segno a Borgo Bainsizza e a Borgo San Michele.
Per garantirsi un rifugio sicuro e prepararsi all’ennesimo colpo, i ladri avevano ideato uno stratagemma insolito, lasciando l’auto all’interno dell’area condominiale di uno stabile sul lungomare di Latina, tra la strada principale e via Casilina sud. Pur trattandosi di una proprietà privata, la banda è riuscita ad azionare regolarmente il cancello d’accesso sia in entrata che in uscita, convinta che la vettura rimanesse al riparo da sguardi indiscreti e dai controlli di routine della polizia.
A mandare in fumo i piani della banda è stata tuttavia la vigilanza dei condomini. La presenza improvvisa di un’auto di tale pregio, mai vista prima nel residence dove tutti i residenti si conoscono, ha subito insospettito un abitante del palazzo, che ha deciso di lanciare l’allarme al 112. Il tempestivo intervento della Squadra Volante ha confermato che si trattava proprio del veicolo di provenienza furtiva impiegato per le spaccate delle notti precedenti.
L’ondata di assalti ai bar e alle tabaccherie aveva generato forte preoccupazione tra i commercianti del territorio, già messi a dura prova dai frequenti danni materiali causati dai tentativi di effrazione.
La Maserati, sottratta nei giorni scorsi a un’azienda di noleggio locale, è stata posta sotto sequestro ed è ora al vaglio degli specialisti della Polizia Scientifica per i rilievi tecnici. Gli investigatori sono alla ricerca di impronte digitali e tracce biologiche che possano portare all’identificazione dei responsabili, mentre prende sempre più corpo l’ipotesi che la banda sia del posto o fortemente radicata nel territorio pontino, data la profonda conoscenza delle zone e la disinvoltura negli spostamenti.







