Un’imponente operazione a tutela della salute pubblica, della proprietà industriale e della trasparenza del mercato ha portato alla luce un vasto giro di prodotti illegali e contraffatti. È questo il bilancio dei controlli coordinati dal Comando Regionale Lazio ed eseguiti dai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Latina. L’intervento, volto a contrastare il contrabbando e la commercializzazione di merce non sicura, si è concluso con il sequestro complessivo di oltre 4,6 milioni di articoli e con la segnalazione di 28 persone all’Autorità Giudiziaria.
Il nucleo principale dell’operazione ha riguardato la scoperta di un deposito clandestino non autorizzato situato all’interno della provincia pontina. Al suo interno, i finanzieri hanno rinvenuto e sottoposto a sequestro circa 4,3 milioni di prodotti da fumo, costituiti prevalentemente da sigarette elettroniche e accessori accessori correlati. Trattandosi di articoli la cui detenzione e vendita sono riservate per legge esclusivamente ai rivenditori autorizzati di generi di monopolio, la loro immissione sul mercato illegale rappresentava un’evasione dalle normative di settore e una potenziale minaccia per gli acquirenti.
Le verifiche delle Fiamme Gialle si sono estese anche alla tutela dei marchi e della proprietà industriale, portando al sequestro di circa 300mila articoli contraffatti e privi dei necessari standard di sicurezza per la salute. Le indagini hanno fatto emergere come il fenomeno non riguardi soltanto la vendita diretta durante eventi di grande richiamo organizzati sul territorio, ma si sia capillarmente esteso all’universo digitale. Diversi rivenditori, infatti, sfruttavano la vetrina dei canali social per pubblicizzare e commercializzare accessori di moda di lusso falsificati.
L’attività svolta rientra in un più ampio programma di vigilanza economico-finanziaria finalizzato a proteggere il Made in Italy e a difendere le imprese che operano nel rispetto delle regole dalla concorrenza sleale. Secondo la Guardia di Finanza, arginare la circolazione di merci illegali è fondamentale anche per sottrarre risorse ai circuiti economici della criminalità organizzata. Si precisa che le responsabilità delle 28 persone denunciate per reati legati al contrabbando e alla contraffazione dovranno essere accertate nelle successive fasi del procedimento penale, valendo per tutti il principio della presunzione di innocenza fino a condanna definitiva.





