È bastato un temporale di circa tre quarti d’ora, caratterizzato da un’intensità del tutto tipica delle perturbazioni autunnali, per far piombare nuovamente la città nell’incubo degli allagamenti. A soli dieci giorni di distanza dalla violenta ondata di maltempo dello scorso 21 ottobre, il capoluogo pontino si è ritrovato ancora una volta a fare i conti con strade sommerse e paralisi della circolazione.
Fortunatamente non si sono registrati danni di grave entità a persone o cose, ma le criticità riscontrate sono state diffuse e repentine. A causare la rapida accumulazione d’acqua è stato soprattutto il mancato deflusso nei pozzetti, complicato dalle caditoie intasate e ostruite da foglie e detriti accumulatesi nel tempo. In pochi minuti diverse aree si sono trasformate in vere e proprie piscine a cielo aperto: la Circonvallazione nella zona della chiesa di Santa Maria Goretti, la rotonda di Borgo Piave, la zona dello stadio e viale Petrarca, oltre a diversi tratti in prossimità di incroci e viali principali già interessati da analoghi episodi nelle settimane passate.
A stretto giro dal nubifragio, la rabbia della popolazione è esplosa sui social network. Testimone emblematico dell’indignazione collettiva è stato il reel pubblicato sulla pagina Facebook di LatinaPress, diventato immediatamente virale: il video ha collezionato in brevissimo tempo oltre 200mila visualizzazioni e centinaia di commenti di residenti esasperati. Tra la frustrazione di chi ha impiegato ore per rientrare a casa e l’amarezza di veder riaffiorare la “palude”, i cittadini mettono nel mirino la totale assenza di interventi di pulizia ordinaria dei tombini e dei canali nei dieci giorni di sole seguiti all’alluvione. L’opinione diffusa rileva come non si sia trattato di una bomba d’acqua o di un fenomeno estremo, bensì di una normale pioggia autunnale che ha impietosamente messo a nudo le fragilità strutturali della città.
Ad alimentar l’ironia amara dei commenti è stata anche la citazione delle recenti rassicurazioni istituzionali, che avevano definito l’evento di dieci giorni fa come un fenomeno eccezionale con tempi di ritorno centennali: tra chi si chiede sarcasticamente come possano essere già trascorsi 100 anni e chi suggerisce di tirare fuori i gommoni, la richiesta corale che si leva dal capoluogo è una sola, diretta e perentoria, ossia quella di procedere immediatamente alla pulizia straordinaria di ogni singola caditoia stradale per restituire decoro e sicurezza a Latina.
Proprio per dare voce a questa indignazione collettiva e pretendere risposte concrete, la protesta si sposterà ora dai social alla piazza. I comitati di quartiere e i cittadini, a partire dai residenti della zona del Piccarello tra i più colpiti dalle frequenti esondazioni, hanno promosso un sit-in pacifico e apartitico fissato per la mattinata di sabato 31 ottobre, alle ore 10:00, davanti al Comune in Piazza del Popolo. L’obiettivo della mobilitazione è sollecitare un piano straordinario di prevenzione strutturale che vada ben oltre i risarcimenti a danno avvenuto, chiedendo la pulizia costante dei canali, la manutenzione delle strade e l’adeguamento della rete idrica, per far sì che la cittadinanza non debba più vivere con il timore costante di risvegliarsi sommersa a ogni temporale.






