In un’epoca in cui ogni metro quadrato sembra destinato a trasformarsi in cubature, asfalto e nuove edificazioni, c’è chi sceglie una strada diversa. Una strada che guarda indietro per costruire il futuro.
È il caso di Marco Gatto e la sua famiglia, proprietari dello storico Borgo Acciarella, che ha avviato un confronto con l’Amministrazione comunale di Latina per definire il percorso amministrativo necessario alla declassificazione dell’area e al superamento delle previsioni urbanistiche contenute nel Piano di Lottizzazione approvato nel 2012.
Una decisione che va in direzione opposta rispetto a quella che normalmente ci si aspetterebbe da un proprietario privato. Non la ricerca di nuovi diritti edificatori, ma la volontà di preservare la vocazione agricola di un luogo che, nella sua storia, è sempre stato legato alla terra, alla produzione e alla trasformazione dei prodotti agricoli.
Un borgo nato dalla campagna
Borgo Acciarella non è soltanto un insieme di edifici immersi nel verde della pianura pontina. È un pezzo di memoria collettiva.
Le sue mura raccontano decenni di lavoro agricolo, di raccolti, di trasformazione delle produzioni locali. Un luogo che ha rappresentato per generazioni un presidio economico e sociale legato al mondo rurale.
Per questo motivo la scelta della proprietà assume un significato che va oltre la semplice pianificazione urbanistica. È la volontà di mantenere viva l’identità originaria del borgo, evitando che venga snaturata da una trasformazione che oggi appare distante dalla sua storia.
Una procedura che il privato sta chiedendo al Comune
L’aspetto più singolare della vicenda riguarda proprio il percorso amministrativo.
Mentre normalmente sono i privati a chiedere ampliamenti edificatori, varianti o valorizzazioni urbanistiche, in questo caso è la proprietà a chiedere un procedimento che porti a ridurre le potenzialità edificatorie previste negli strumenti urbanistici esistenti.

Durante l’incontro avvenuto con l’Amministrazione comunale sono state esaminate le modalità operative necessarie per avviare la declassificazione dell’area e riportare il compendio verso una destinazione maggiormente coerente con la sua funzione agricola storica.
Una situazione che molti osservatori definiscono paradossale: un privato che si fa promotore di una scelta di tutela territoriale che, per sua natura, dovrebbe rappresentare una priorità della pianificazione pubblica.
Un piano mai diventato operativo
Anche la documentazione urbanistica evidenzia elementi significativi.
Il Certificato di Destinazione Urbanistica rilasciato dal Comune di Latina ricorda infatti che il Piano di Lottizzazione Convenzionata di Borgo Acciarella è stato approvato nel 2012, ma che la relativa convenzione urbanistica non risulta mai stipulata né trascritta. Inoltre, sono trascorsi oltre dieci anni dall’approvazione senza che il procedimento attuativo sia stato perfezionato.
Lo stesso certificato precisa che, allo stato attuale, l’immediata edificabilità dei lotti rimane sospesa fino all’eventuale perfezionamento di un nuovo o rinnovato strumento attuativo, che dovrebbe essere aggiornato alle normative urbanistiche, paesaggistiche e idrogeologiche intervenute negli ultimi anni.
Un segnale per il territorio
La vicenda di Borgo Acciarella apre inevitabilmente una riflessione più ampia sul futuro della pianura pontina.
Per decenni il dibattito urbanistico si è spesso concentrato su quanto costruire. Oggi emerge una domanda diversa: quanto valore abbia conservare.
La scelta della famiglia Gatto sembra muoversi proprio in questa direzione. Considerare la terra non come una superficie da occupare, ma come un patrimonio da custodire. Non come uno spazio vuoto da riempire, ma come una pagina di storia ancora da raccontare.
In fondo, Borgo Acciarella assomiglia a un vecchio albero della pianura pontina. Potrebbe essere abbattuto per fare spazio a qualcosa di nuovo. Oppure può continuare a vivere, radicato nella sua terra, ricordando a tutti che il progresso non coincide sempre con il cemento e che, talvolta, la scelta più moderna è proprio quella di preservare ciò che esiste già.
La partita amministrativa è appena iniziata. Ma il messaggio lanciato dalla proprietà appare già chiaro: il futuro di Borgo Acciarella passa attraverso la sua storia, la sua identità agricola e il legame profondo con il territorio che lo ha visto nascere.







