Rifugio nelle altre liste per cercare un mezzo più sicuro per essere eletti. E’ la strada a cui stanno pensando diversi esponenti del PdL di Latina in vista della tornata elettorale. Con la diminuzione del numero dei consiglieri comunali da eleggere, scesi da quaranta a trentadue, e conseguentemente nelle liste elettorali, si è alzato il quorum dei voti necessari per essere eletti. Alcuni dei potenziali big del PdL, in sostanza, potrebbero rischiare di rimanere fuori dal Comune e per questo stanno valutando di approdare ad altre liste collegate al PdL e al suo candidato sindaco per cercare comunque di rientrare a piazza del Popolo. E’, in sostanza, il percorso fatto, ad esempio, da Alessandro Catani nella scorsa consiliatura, quando l’ex DC era stato eletto con una sua lista civica per poi avvicinarsi al PdL. Tra le liste più gettonate in questo quadro c’è certamente quella della Polverini, che i sondaggi accreditano almeno di un 5-6% di consensi nel capoluogo. Altre liste civiche, invece, sono quelle che il Pdl si appresta a varare a sostegno del candidato sindaco, ancora da designare, una delle quali porterà certamente il nome dello stesso candidato al ruolo di primo cittadino. Liste che saranno certamente concordate con i vertici regionali del PdL e in cui troverebbero spazio quegli esponenti del PdL, come l’ex assessore Marco Gatto, che sono in polemica con la gestione del partito targata Fazzone ma hanno precisi accordi con il coordinatore regionale del partito, Vincenzo Piso. Riguardo, invece, alla scelta del candidato sindaco la questione è definitivamente nelle mani dei dirigenti regionali e nazionali del partito. Negli esponenti pontini, però, serpeggia il timore che tirare i tempi nella definizione del nome rappresenti una precisa strategia da Roma: quella, cioè, di presentare un nome quando sotto elezioni, quando sarebbe difficile tornare indietro e mettendo così i pontini davanti al fatto compiuto. In tale quadro il nome più gettonato resta quello di Fabrizio Cirilli.
Fabio Benvenuti dal Corriere Pontino del 13 febbraio 2011







