Un PdL diviso in più fronti quello che domani si presenterà al cospetto del commissario comunale del partito per decidere il futuro in vista delle elezioni amministrative nel capoluogo. Francesco Aracri, chiamato a ricoprire il delicato ruolo di mettere insieme i pezzi del partito, alla fine ha spostato la riunione a domani alle ore 18,00. Uno spostamento di 24 ore per consentire anche a Giovanni Di Giorgi e al suo gruppo, di ritorno questa sera da Bruxelles, di partecipare al vertice. Gli schieramenti dicevamo. Intanto l’articolata galassia degli ex Forza Italia, il fronte protagonista della sfiducia all’ex sindaco Vincenzo Zaccheo, unito dalla richiesta di avere un candidato sindaco scelto all’interno della compagine pidiellina locale. In tal senso, sei nomi si sono proposti per la carica di primo cittadino: Vincenzo Bianchi, Nicola Calandrini, Ivano Di Matteo, Giuseppe Di Rubbo, Andrea Palombo, Enrico Tiero. Una corsa a cui si presentano con sfumature diverse. Per il vice coordinatore del partito, Vincenzo Bianchi, «l’auspicio è che l’incontro sia teso alla compattezza del PdL ma anche a chiarire chi è dentro il partito e chi invece intende seguire percorsi diversi. Il coordinatore Claudio Fazzone e il commissario Aracri devono però agire subito e tenere in considerazione la volontà del partito locale ». Per l’ex presidente del Consiglio comunale, Nicola Calandrini, «l’augurio è che sia un tavolo decisorio sul futuro della città e sul programma elettorale. Naturalmente deve essere fatta chiarezza sul quadro politico; in ogni caso resto a disposizione del partito». L’ex capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale, Giuseppe Di Rubbo, sostiene che «in linea con quanto emerso nell’ultimo incontro, auspico che si arrivi a un percorso condiviso. Chi ha voluto seguire un percorso diverso, come l’ex sindaco e i suoi uomini, lo ha già fatto ma è necessario che tutti gli altri lavorino uniti per realizzare insieme un programma che consenta di vincere. Faremo presente la nostra linea al commissario e sentiremo cosa ha da dire, ci attendiamo il disegno di un percorso che porti rapidamente alla definizione della candidatura e del programma». Più drastica la posizione dell’assessore provinciale Enrico Tiero, che afferma: «Da Roma devono tenere conto delle nostre posizioni. Devono capire che non può esserci un candidato calato dall’alto perché altrimenti vengano loro a chiedere voti in campagna elettorale».C’è poi un altro gruppo di ex aderenti ad Alleanza nazionale, Guidati dal consigliere regionale Giovanni Di Giorgi e composto anche da Silvano Spagnoli e Angelo Tripodi, che lavora per una soluzione unitaria ma che apra la strada ad un nuovo corso del partito, più vicino, cioè, alla base, per una più stretta condivisione di obiettivi e strategie. Al margine di questo quadro gli uomini vicini all’ex sindaco Vincenzo Zaccheo: da Pasquale Maietta a Rinaldo Di Fazio, da Nicola Gioia allo stesso consigliere regionale Stefano Galetto. Questo gruppo non parteciperà alla riunione di domani e si sta già organizzando per una lista civica. Altri esponenti, invece, come l’assessore provinciale Salvatore De Monaco, non sono stati neppure invitati al vertice anche lo stesso De Monaco si dice «disponibile a dare il proprio contributo.
Fabio Benvenuti dal Corriere Pontino del 26 gennaio 2011







