Una situazione difficile, quella del PdL di Latina rispetto alla campagna elettorale in corso, anche per il vantaggio in termini temporali che il centrosinistra sta acquisendo. E’ preoccupato, anche arrabbiato, Stefano Galetto. Il consigliere regionale del PdL è il leader di quell’area interna al partito che non ha digerito la sfiducia a Vincenzo Zaccheo, ma soprattutto osteggia la leadership del senatore Claudio Fazzone. «Sia chiaro che noi non accettiamo alcun compromesso in vista delle prossime elezioni. Intendo dire – afferma Galetto – che ci deve essere l’autodeterminazione del PdL di Latina, non vogliamo che le nostre scelte dipendano da Roma o da altre parti del territorio, specie Fondi. In sostanza, non vogliamo che il prossimo sindaco di Latina la mattina si svegli e prima di agire telefoni allo 0771 di Fondi per prendere ordini». Galetto è esplicito: una posizione netta che ha portato il consigliere regionale, ed altri esponenti del PdL vicino a Zaccheo, a non aderire all’iniziativa messa in atto dal commissario cittadino del partito, l’onorevole Francesco Aracri. «Sappiano di questo asse forte tra Fazzone e Cirilli per candidare quest’ultimo a sindaco: questa non è la strada giusta da percorrere e lo dico per il bene della città. Sono cose che diciamo da tempo ma su cui non sono stati fatti passi avanti». Ma, allora, qual è la strada che Galetto e il suo gruppo intendono percorrere? Andare fuori dal PdL? «Noi non escludiamo alcun tipo di opzione – afferma l’ex assessore comunale – E’ certo che non resteremo fermi e non accetteremo alcun tipo di compromesso. Non vogliamo uscire dal PdL, non ne abbiamo alcuna intenzione, ma a queste condizioni non ci stiamo. Per il resto siamo aperti a discutere su tutto purché siano gli esponenti del PdL di Latina a decidere del loro futuro». Quando a Galetto facciamo notare che, però, un partito non può essere chiuso, non si può ridurre a fazioni o correnti ma deve avere una organizzazione a livello provinciale, il consigliere regionale sbotta: «Questo tipo di gestione ha finito per penalizzare Latina. Faccio solo due esempi. Il primo riguarda l’università: negli anni scorsi abbiamo assistito allo scandalo di alcuni consiglieri comunali di Latina che, dimostrando di non avere autonomia decisionale, si sono schierati per trasferire l’università, o parte di essa, a Fondi. Identico scenario si è consumato quando sono state raccolte le firme per sfiduciare Zaccheo».
Fabio Benvenuti dal Corriere Pontino del 8 febbraio 2011






