Un giorno importante per il PdL di Latina, alla ricerca della quadratura, della giusta strada da percorrere per mettere finalmente in moto la campagna elettorale in vista del voto di primavera nel capoluogo. Sollecitato dagli esponenti di Latina del partito, oggi il commissario cittadino del PdL, l’on. Francesco Aracri, arriva in città per una fitta serie di riunioni. Solo in tardo pomeriggio l’incontro più atteso, quello con i maggiorenti del partito di Latina, guidati dal coordinatore Claudio Fazzone e dai suoi due vice, Vincenzo e Fabio Bianchi. Dovranno essere adottate importanti decisioni circa il candidato sindaco ed i programmi per il capoluogo. C’è preoccupazione da parte di molti esponenti del PdL locale per il ritardo con cui il partito si sta tuffando nella competizione elettorale e per le tante divisioni interne. Di parere diverso, invece, è il presidente della Provincia di Latina, Armando Cusani, uno dei leader del PdL pontino: «Credo che il partito si stia preparando alle elezioni con un confronto interno vivace che è il sintomo della volontà di ricerca delle soluzioni migliori – afferma Cusani – Nel mio ruolo istituzionale guardo con attenzione le vicende del partito sulle scelte in relazione al Comune di Latina ma non ritengo che ci siano divisioni interne ma una vivacità positiva che, forse, viene eccessivamente esternalizzata. Se fossero divisioni, parte degli esponenti andrebbero fuori dal partito creando altre realtà, come è accaduto nell’unico cado di Nuova Area». Secondo il presidente della Provincia «in questa maniera il partito mostra di essere attivo. Francamente preferisco un partito così rispetto al centrosinistra che ricorre alle primarie, cioè a quella farsa organizzata che ha portato a vincere Moscardelli, il candidato già scelto dal gruppo dirigente del partito. Intendiamoci, io non sono contrario per principio alle primarie ma occorre che siano ben regolamentate e non fatte in maniera non ortodossa». Anche sulla individuazione del candidato sindaco Cusani è fiducioso: «C’è in corso un importante lavoro improntato a scegliere le persone migliori in grado di rappresentare gli elettori e portare al rinnovamento della classe dirigente. Certo – aggiunge Cusani – il PdL viene fuori da una vicenda traumatica, quindi il dibattito è fisiologico e niente di patologico. L’elemento importante, però, – ammette Cusani – è che il candidato sindaco sia un nome nuovo, che abbia una forte presa sugli elettori». Se non è una bocciatura palese dei sei esponenti del PdL locale (Vincenzo Bianchi, Nicola Calandrini, Ivano Di Matteo, Giuseppe Di Rubbo, Andrea Palombo, Enrico Tiero) davvero poco ci manca. Oggi ne sapremo di più ma è certo che la vivacità citata da Cusani può trasformarsi in una deleteria conflittualità.
Fabio Benvenuti dal Corriere Pontino del 27 gennaio 2011







