Tre persone – due uomini e una donna – sono state denunciate in stato di libertà dalla Polizia di Stato perché ritenute gravemente indiziate, allo stato attuale delle indagini, di essere coinvolte in una serie di furti in abitazione consumati e tentati nelle ultime settimane tra il litorale romano e l’area dei Castelli Romani.
L’attività investigativa avrebbe consentito agli agenti di ricostruire un sistema particolarmente organizzato, caratterizzato dall’utilizzo di veicoli modificati per eludere eventuali controlli. Secondo quanto emerso, il gruppo si sarebbe servito di auto con targhe clonate e di pellicole adesive applicate alla carrozzeria per alterarne il colore e rendere più difficile l’identificazione.
Le indagini sono partite da alcune segnalazioni arrivate alla Sala Operativa della Polizia riguardanti un’Alfa Romeo Stelvio notata nei pressi di abitazioni interessate da recenti furti. L’attenzione degli investigatori si è concentrata sul veicolo dopo che la targa esposta è risultata riconducibile a un mezzo di servizio della Polizia di Stato in uso a Roma.
A riconoscere l’anomalia sarebbe stato un agente libero dal servizio, appartenente proprio all’ufficio cui risultava assegnata la targa originale. Da qui è scattato il dispositivo operativo che ha coinvolto il Commissariato di Aprilia, con il supporto della Questura di Latina e del Commissariato di Cisterna.
Gli agenti sono riusciti a individuare il suv sospetto all’interno di una proprietà privata ad Aprilia e, poco distante, hanno fermato due dei soggetti ritenuti coinvolti mentre si trovavano a bordo di un secondo veicolo.
Nel corso delle perquisizioni sono stati sequestrati diversi oggetti ritenuti compatibili con l’attività criminale contestata: targhe clonate, ricetrasmittenti portatili, passamontagna, guanti, spray urticante, attrezzi da scasso, pellicole adesive utilizzate per modificare l’aspetto delle auto e una pistola a salve. L’Alfa Romeo Stelvio è stata posta sotto sequestro per ulteriori accertamenti tecnici.
Uno degli indagati è inoltre accusato di aver aggredito in passato il comandante di una stazione dei Carabinieri dei Castelli Romani durante un tentativo di fermo, utilizzando spray urticante per guadagnarsi la fuga. Successivamente accompagnato negli uffici del Commissariato di Aprilia, sarebbe stato riconosciuto dal militare e denunciato anche per resistenza e violenza a pubblico ufficiale.
Gli approfondimenti investigativi avrebbero inoltre permesso di ipotizzare un collegamento del gruppo con altri episodi avvenuti tra le province di Roma e Latina, anche attraverso l’analisi dei sistemi di videosorveglianza e dei dispositivi di lettura targhe.
Le indagini proseguono per verificare eventuali responsabilità in ulteriori furti commessi con modalità analoghe sul territorio.






