Un ristorante balneare. Una pasticceria-pizzeria nell’entroterra. Un ristorante etnico sulla costa. Tre indirizzi, tre comuni della provincia, un solo filo che li unisce: il Nas di Latina, che nell’ultima operazione ha sospeso due attività su tre e mandato al macero 1.500 chili di cibo. Il conto in sanzioni si ferma a 4.000 euro. Quello in fiducia, per chi ci ha mangiato, resta ancora da fare.
Il primo stop: pesce senza identità , catena del freddo saltata
Si parte da una nota località costiera, dove il controllo riguarda il ristorante annesso a uno stabilimento balneare. Qui i militari trovano 40 chili di prodotti ittici privi di documentazione sulla tracciabilità — e non solo: la merce era stoccata in violazione delle procedure HACCP, in particolare sui protocolli di abbattimento termico. Non è un dettaglio da poco: è il passaggio che dovrebbe uccidere i parassiti nel pesce crudo, e qui semplicemente non veniva rispettato. Il pesce viene distrutto in autocontrollo dallo stesso responsabile. Multa da 2.000 euro. Il locale resta aperto, ma il precedente resta agli atti.
Il cuore dell’operazione: blatte vive tra farine e cornetti in lievitazione
È in un comune dell’entroterra pontino che l’ispezione cambia registro. In un’attività di pasticceria e pizzeria d’asporto, il controllo congiunto Nas-ASL trova una massiccia infestazione di blatte vive, oltre a mosche e formiche — favorite dall’assenza di reti anti-insetti su porte e finestre che comunicano con l’esterno. Il laboratorio e i servizi igienici sono privi di areazione forzata. Le pareti hanno piastrelle divelte e ingiallite. Teglie e carrelli, usurati e incrostati di residui di impasti precedenti. Manca perfino, nel manuale HACCP, una procedura per la lotta agli infestanti — il documento che dovrebbe prevenire esattamente questo scenario è silente proprio sul punto che lo giustifica.
Il conto della distruzione è di 14 quintali: farine, zuccheri, impasti, tramezzini e — il dettaglio che più racconta la fretta con cui è arrivato il blitz — cornetti ancora in fase di lievitazione. Sanzione da 1.000 euro, sospensione immediata disposta dall’ASL.
Il terzo capitolo: un volatile vivo tra i congelatori
L’ultimo controllo porta in un altro comune della costa, in un ristorante etnico. Blatte e formiche infestano sia la sala di somministrazione sia l’area sotto i congelatori a pozzetto del deposito. Le attrezzature sono fatiscenti, intrise di unto e grasso, senza un impianto di areazione funzionante. Ma è nel magazzino alimenti che i Carabinieri trovano l’anomalia più difficile da spiegare con un verbale: un volatile vivo. Il SIAN (Servizio Igiene degli Alimenti e della Nutrizione) dell’ASL di Latina, allertato dal Nas, dispone la sospensione immediata. Sanzione: altri 1.000 euro.
Il litorale pontino d’estate vive di ristoranti pieni e code fuori dai locali. Ogni piatto servito porta con sé una fiducia implicita, quella che il cliente non verifica mai di persona. Il Nas, questa settimana, ha ricordato alla provincia che quella fiducia va controllata — e che a volte, dietro il bancone, si nasconde molto più di quanto un menu possa raccontare. I controlli, fanno sapere dall’Arma, proseguiranno sul territorio nella stagione estiva: quella in cui i numeri di clienti — e di rischi — salgono insieme.






