Un episodio di violenza brutale ha scosso profondamente la comunità di Norma. In via del Forno una gatta appartenente a una colonia felina è stata uccisa a colpi di pietra, sotto gli occhi dei suoi cuccioli. Una crudeltà che ha lasciato sgomenti volontari e residenti: uno dei piccoli è rimasto accanto al corpo senza vita della madre per ore, in una scena di dolore difficile da dimenticare.
A scoprire quanto accaduto sono stati i volontari dell’Enpa di Norma, intervenuti subito dopo una segnalazione. La gatta, dal manto bianco e nero, era ben conosciuta e accudita all’interno della colonia. Questo tragico fatto, però, non rappresenta un caso isolato. Da tempo l’area è teatro di atti ostili contro i gatti: strutture di ricovero danneggiate, continui disturbi e, solo lo scorso dicembre, l’avvelenamento di due femmine già sterilizzate. Una sequenza inquietante che fa temere una vera e propria escalation di violenza.
L’Enpa locale ha immediatamente presentato denuncia, attivando tutte le procedure necessarie. Il caso è ora seguito anche a livello nazionale dall’Ufficio legale dell’associazione, che, tramite l’avvocata Claudia Ricci, sta lavorando per individuare i responsabili e portarli davanti alla giustizia.
«Si tratta di un atto di ferocia intollerabile, che non può essere archiviato come un semplice episodio di vandalismo», ha dichiarato Carla Rocchi, presidente nazionale dell’Enpa. «Chi è capace di uccidere un animale indifeso, per di più davanti ai suoi cuccioli, esprime una violenza che riguarda l’intera collettività. È fondamentale che venga riconosciuta la pericolosità sociale di simili comportamenti».
L’associazione ricorda che l’uccisione e il maltrattamento degli animali costituiscono reati penali e ribadisce l’importanza di tutelare le colonie feline, riconosciute e protette dalla legge come patrimonio vivente del territorio. L’impegno dell’Enpa continuerà sia sul piano legale sia sul fronte della vigilanza e della prevenzione.
Infine, l’appello alla cittadinanza: chiunque abbia visto o sia a conoscenza di elementi utili alle indagini è invitato a rivolgersi alle forze dell’ordine. In situazioni come questa, il silenzio non è neutralità, ma una forma di complicità







