Un protocollo per la legalità teso a contrastare le possibili infiltrazioni della criminalità organizzata negli appalti per i lavori di smantellamento degli impianti nucleari. Il documento è stato sottoscritto ieri a Roma dai Prefetti delle sette province italiane interessate dai lavori di decommissioning degli impianti nucleari vale a dire Alessandria, Caserta, Latina, Matera, Piacenza, Roma e Vercelli e la Sogin, società di Stato che si sta occupando dello smantellamento degli impianti nucleari italiani e della gestione in sicurezza dei rifiuti radioattivi. Il protocollo di legalità viene considerato uno strumento per prevenire ogni possibile infiltrazione della criminalità in materia di appalti per lavori, servizi e forniture per gli impianti nucleari in fase di smantellamento. Il Protocollo, di durata triennale, prevede la richiesta delle informative antimafia per l’intera filiera di imprese e di fornitori che eseguiranno lavori negli impianti nucleari gestiti dalla Sogin, anche per appalti minimi, quelli di importo inferiore alle attuali soglie comunitarie. Il limite, infatti, si abbassa da 4 milioni e 845mila euro a 250mila euro per lavori e da 387mila euro a 150mila euro per servizi e forniture. In particolare, il protocollo estende le verifiche antimafia anche ai subappalti e ai sub-contratti per opere e lavori, e ai sub-affidamenti di prestazioni maggiormente a rischio di infiltrazioni mafiose, indipendentemente dal loro valore. Le verifiche e l’acquisizione delle informazioni antimafia sono estese anche alle prestazioni non inquadrabili nel subappalto e ritenute sensibili, quali: il trasporto di materiali a discarica, il trasporto e lo smaltimento di rifiuti, la fornitura e il trasporto di terra, materiali inerti, calcestruzzo, ferro lavorato e noli di macchinari. Gli obblighi e le regole contenuti nel documento rappresentano una garanzia per evitare pericolose infiltrazioni nella fase di smantellamento.
Elena Ganelli dal Corriere Pontino del 24 marzo 2011
Cirilli: “Accertiamoci che quanto stipulato possa essere retroattivo”
“Apprendiamo con soddisfazione che, a distanza di pochi mesi dalle nostre denunce, Sogin ha deciso di sottoscrivere un protocollo di legalità.
Nell’analizzare la situazione dei lavori per il deposito nucleare presso la centrale di Borgo Sabotino, pochi mesi fa rilevammo che, rispetto al consorzio societario Aedars, che in origine si era aggiudicato la gara, seppur in un percorso lineare e corretto dal punto di vista amministrativo, erano intervenute cessioni di quote, cambi di assetti societari e subappalti di lavori che, di fatto, hanno reso possibile l’ingresso nella realizzazione dei lavori stessi di società del meridione, diverse da quelle che componevano il consorzio iniziale.
Oggi apprendiamo con piacere che è stato messo in campo uno strumento che ha come obiettivo primario quello di contrastare e prevenire ogni possibile infiltrazione della criminalità in materia di appalti per lavori, servizi e forniture per gli impianti nucleari italiani oggi in dismissione.
L’auspicio ora è che questo strumento possa avere un valore retroattivo al fine di fugare ogni ombra di dubbio rispetto a quello che sta accadendo sul nostro territorio nell’ambito della realizzazione del deposito per le scorie nucleari.”






