Una raccolta di firme a Latina e in tutti i centri della provincia per dire no al nucleare e all’ipotesi di realizzare nel capoluogo pontino il deposito nazionale di scorie. L’iniziativa è del Partito Democratico che l’ha presentata ieri mattina sottolineando la necessità che su tale questione vengano superate le polemiche e le contrapposizioni delle ultime settimane e si cerchi al contrario un terreno comune per una battaglia che deve appartenere a tutti e che chiama direttamente in causa la salute dei cittadini e il futuro del territorio. «Nessuno ha il diritto esclusivo di parlare – ha esordito il segretario provinciale Enrico Forte – perché al di là della diversità di opinioni su vicende come il nucleare e l’arsenico che mettono in discussione la qualità della vita e la salute dei cittadini si deve marciare all’unisono, istituzioni comprese». Il Pd scende dunque in campo per sostenere scelte diverse quali le fonti energetiche rinnovabili e per evitare, come ha sottolineato il responsabile ambiente del partito Luigi Di Mambro «che Latina diventi la pattumiera nucleare d’Italia accogliendo il deposito di scorie. Su questo fronte abbiamo già dato – ha spiegato – e faremo di tutto per contrastare una soluzione di questo genere tenendo d’occhio anche il Garigliano che a tutt’oggi non è escluso come sito per i deposito». Di Mambro non ha risparmiato una frecciata al leader de L’Altra faccia della politica dopo i botta e risposta degli ultimi giorni. «Non ci siamo svegliati ieri e sarebbe da chiedersi dove era Cirilli nelll’83 quando raccoglievamo firme contro il nucleare o ancora nell’86 quando occupavamo la centrale di Borgo Sabotino ancora funzionante. La verità è che il nucleare, soprattutto le centrali di terza generazione previste nell’accordo Italia-Francia, non risolverebbe il problema dei costi energetici: la scelta da sostenere è quella delle fonti rinnovabili». L’idea di sviluppo del territorio pontino, insomma, come ha spiegato il segretario comunale Mauro Visari, viaggia in senso contrario rispetto alla presenza delle centrali, della discarica con tanto di fusti tossici interrati e possibili termovalorizzatori e anche lo studio epidemiologico i cui risultati sono stati resi noti di recente dà adito a più di qualche interrogativo. «Siamo indisponibili ad ospitare nuove ipotetiche centrali e deposito di scorie – ha concluso il candidato sindaco Claudio Moscardelli – perché si tratta di follie per le quali non esistono ristori in grado di risarcire il territorio. E siamo disposti a qualsiasi battaglia per evitare a questa città una nuova, assurda servitù».
Elena Genelli dal Corriere Pontino del 6 marzo 2011







