La tragedia che vivendo il Giappone in questi giorni ha riaperto lo scontro sull’utilizzo dell’energia nucleare soprattutto alla luce della volontà del Governo di realizzare sul territorio nazionale alcuni nuovi impianti. E la provincia di Latina rischia di doverne ospitare qualcuno, ipotesi che piace davvero a pochi visto che infliggerebbe al territorio una nuova servitù. Oggi i fautori delle energie alternative tornano ad alzare la voce e a chiedere che venga abbandonata «ogni avventura atomica ». «Siamo vicini al dramma dei cittadini giapponesi, al tragico terremoto si aggiunge la minaccia nucleare e ci preoccupano le immagini delle esplosioni dei reattori, i controlli per la contaminazione – sottolinea il presidente di Legambiente Lazio Lorenzo Parlati – e speriamo ancora che si possa evitare il peggio. Ma quanto sta accadendo mostra che è inimmaginabile pensare ad una centrale a Montalto di Castro oppure a Latina o sul Garigliano, nel Lazio come in qualsiasi parte dell’Italia: i rischi sono davvero inaccettabili. Bastano i consigli che vengono dati ai cittadini per creare un improponibile scenario. Di fronte a questa situazione va solo detto che i problemi del nucleare sono sempre gli stessi e sempre irrisolti, l’insicurezza intrinseca della tecnologia, le scorie da gestire per millenni. È così assurdo – conclude il responsabile regionale di Legambiente – chiedere di puntare su risparmio ed efficienza energetica, fonti rinnovabili, solare termico e fotovoltaico, eolico? Se non è bastato il voto contrario al nucleare nel referendum del 1987, i cittadini ne dovranno esprimere uno nuovo e più forte con il nuovo referendum». E dal consigliere provinciale Domenico Guidi arriva invece la proposta di votare un ordine del giorno che dice “no” al nucleare e sì allo sviluppo delle energie rinnovabili dichiarando il territorio pontino “Comunità solare” quindi non disponibile ad ospitare impianti di produzione, lavorazione o smaltimento riconducibili alla tecnologia nucleare. Il documento sarà proposto all’attenzione del Consiglio provinciale.
Elena Ganelli dal Corriere Pontino del 15 marzo 2011






