Cento chilometri di piste ciclabili entro il 2020, riconoscendo la mobilità ciclabile come elemento strategico nella pianificazione dell’Ente Comunale. Uno studio effettuato dalla Technical University Denmark evidenzia i costi sociali associati all’uso dell’automobile 50 cent/km, contro quelli piu ridotti sell’uso della bici per gli spostamenti urbani 8 cent/km. Nell’uso quotidiano della bicicletta si limitano i carichi di traffico sulle strade, altre all’ovvia e non più prorogabile riduzione di emissioni di anidride carbonica, si riducono anche i costi della manutenzione del manto stradale e della segnalatica orizzontale, che ammontano a svariate centinaia di migliaia di euro all’anno. Risorse che possono essere destinate all’implementazione del servizio di Trasporto Pubblico Locale, aumentando il numero delle corse e nuovi itinerari. Nel computo dei costi, vanno considerati anche i costi sanitari, anzichè istituire nuove tasse, quella sulle bibite gassate per esempio, lo studio pereso in esame, evidenzia anche che “meno smog e meno traffico significa avere una popolazione più sana e più felice”. Rivelando che ogni 6 miglia, circa dieci chilometri, di pedalate piuttosto che a motore fanno risparmiare quasi due grammi di anidride carbonica e 10 centesimi in costi sanitari. In più se consideriamo anche i costi a che si sostengono fare un pieno di carburante, destinati a salire inesorabilmente, essendo dipendenti dal costo del petrolio, non rimanderei questa scelta politica neanche per un istante. In quest’ottica per incentivare l’uso della bicicletta vi è la necessità di realizzare infrastrutture sicure e servizi adeguati, per quei concittadini che scelgono di andare a lavoro o a scuola in bicicletta. Quindi , diventa una priorità , pianificare una rete di piste ciclabili urbane ed extraurbane, con una visone a medio__lungo termine per poter programmare e trovare risorse finanziare al raggiungimento della mission. La proposta di arrivare al 2020 con 100 chilometri di nuove piste ciclabili, mancando 8 anni vuol dire realizzare circa12 chilimetri di piste ogni anno, obiettivo raggiungibile senza eccessivi aggravi di bilancio. Concludendo, che, grazie questo nuovo modello di mobilità urbana si potrebbero attivare nuove forme di imprenditoria e occupazione legate alla bicicletta in tutte le sue fasi di produzione, commercializzazione, manutenzione, uso turistico e ricreativo.
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