Per alcuni è l’uomo della provvidenza, niente riferimenti ultraterreni, per carità, ma solo l’autore del miracolo della riunificazione del PdL e del centrodestra ; per altri il nuovo che avanza, l’uomo della svolta, capace di interpretare il nuovo corso del PdL. Per tutti, in ogni caso, e non da ieri, Giovanni Di Giorgi è il candidato sindaco di una larga coalizione che va dalla Destra di Storace alla Lega, passando per la lista della Polverini e per il movimento di Fabrizio Cirilli. Vista da Di Giorgi, invece, lui è la persona che si propone alla guida della città «attraverso una squadra di governo, un gruppo forte che sappia interpretare e dialogare con i cittadini». Deciso, pronto a raccogliere «la sfida del fare», come recitano i primi manifesti comparsi in città, il consigliere regionale che solo un anno fa era entrato alla Pisana forte dei grandi consensi ottenuti soprattutto nel capoluogo, Giovanni Di Giorgi ha parlato di «un atto d’amore verso la città, ho detto la verità e sempre continuerò a dirla alla città ». E’ stato lui il primo attore di una breve presentazione che ha visto tanti altri protagonisti. In sala il PdL, vecchio e nuovo: dall’ex sindaco Finestra, il primo a credere e lanciare Di Giorgi in politica undici anni fa, all’assessore regionale Stefano Zappalà; dal consigliere regionale Stefano Galetto ai vice coordinatori del PdL Vincenzo e Fabio Bianchi; e poi ex consiglieri e assessori comunali e provinciali. A dare il senso di unità della coalizione, la presenza di Renata Polverini. «Oggi si apre una nuova stagione per una sfida importantissima, di portata nazionale. Ho lavorato molto per questa candidatura unitaria, che vede la presenza anche del movimento di Fabrizio Cirilli, che è candidato vice sindaco, anche perché Latina è una città importante dal punto di vista numerico e storico – ha detto la presidente della Regione – Abbiamo puntato su un candidato giovane e motivato, peccato solo che perderò un valido consigliere regionale. In questa sfida potremo contare anche sull’appoggio del presidente Berlusconi». Per il coordinatore regionale del PdL, Vincenzo Piso, «è nato un modello politico da esportare in tutta la Regione con protagonista una classe dirigente giovane. Abbiamo avuto il coraggio di cambiare rotta verificando che alcuni progetti non erano compatibili. Una coalizione allargata che ha in Cirilli e nel suo gruppo l’acquisto più importante». Anche il coordinatore provinciale del PdL, Claudio Fazzone, c’è l’apertura di un nuovo ciclo, dando meriti a tutta la coalizione e allo steso Cirilli: «Quando in politica accade qualcosa come è accaduto a Latina la responsabilità è di tutti, chi più chi meno. Prendiamo atto che nella precedente amministrazione alcune cose sono state fatte bene e altre sbagliate ma vogliamo andare avanti per il bene della città. Latina è da rivitalizzare, dobbiamo garantire sicurezza e servizi anche nei borghi e ragionare su come trattare alcune questioni, per esempio le società partecipate alcune delle quali andrebbero forse sciolte». Nessun commento dal commissario del PdL Francesco Aracri.
Fabio Benvenuti dal Corriere Pontino del 2 aprile 2011








