“Di Giorgi ha deciso di non dimettersi, sfidando la legge e l’opposizione che ne ha contestato l’incompatibilità. Il Sindaco di Latina con la sua decisione da uno schiaffo in faccia a tutti i latinensi onesti, a quelli che lavorano per un misero stipendio faticando per arrivare a fine mese.
Di Giorgi invece continuerà a percepire il lauto stipendio da Consigliere Regionale, oltre 8.000 euro, usufruendo dei benefit della Regione come l’automobile di servizio, segreterie e portaborse, malgrado da mesi non svolga più di fatto le funzioni di consigliere regionale.
Nei corridoi della Pisana è voce comune che i lavori della Commissione da lui presieduta siano bloccati da mesi.
Eppure Di Giorgi ha deciso di resistere dicendo che non può optare perchè la sua scelta non sarebbe libera a causa del ricorso pendente davanti al TAR.
E’ lampante che quella del Sindaco di Latina sia soltanto una scusa, anche piuttosto banale. Nella lettera inviata al Presidente del Consiglio regionale e riproposta nel comunicato di ieri, Di Giorgi non porta nessuna motivazione di rilievo giuridico a sostegno della sua tesi, ma usa argomentazioni di comodo per cercare di mantenere il doppio incarico.
A suo modo di dire la carica di Sindaco non sarebbe “cristallizzata” in quanto su judice. Eppure da quando è stato proclamato, il 19 maggio, ha esercitato pienamente il suo mandato nel pieno delle sue funzioni, omettendo di ottemperare alla legge che gli imponeva di dimettersi entro dieci giorni dalla proclamazione ben prima che il ricorso al TAR fosse presentato.
L’unica remora che sembra avere il Sindaco è quella di dimettersi da Consigliere Regionale.
E’ palese che Di Giorgi cerca di tenersi il doppio incarico aggrappandosi al ricorso al TAR e puntando sulla lentezza della giustizia italiana.
Con il suo atteggiamento e con le sue scelte il Sindaco di Latina sta dando una pessima immagine di sè e della classe politica, sarebbe opportuno che nel dibattito che si terrà tra qualche giorno in Consiglio Comunale portasse argomentazioni giuridiche e politiche a sostegno delle proprie scelte, ovvero che trovi finalmente il coraggio di risolvere l’incompatibilità nel rispetto della legge e dei cittadini di Latina.”







