Così Fabrizio Cirilli definisce i termini dell’accordo trovato dal PdL con la Polverini e con il movimento l’Altra faccia della politica, rappresentato dallo stesso Cirilli. Un accordo che passa per la candidatura a sindaco di Giovanni Di Giorgi e il pieno sostegno di Cirilli e del suo gruppo, sanciti in un documento che pubblichiamo integralmente in questa pagina. «è il preludio ad una nuova stagione politica – afferma Cirilli – un progetto costruito con i più alti vertici locali e nazionali del partito e di caratura nazionale. Il PdL ha avuto il coraggio di riconoscere di aver commesso alcuni errori e di voler cambiare, mettendo da parte gli interessi sulla base di un programma. Ecco, con questo documento sono venute a cadere le motivazioni per cui eravamo usciti da Alleanza nazionale sbattendo la porta». Quindi Cirilli attacca il PD: «Il nostro grande progetto basato sul cambiamento si contrappone a un PD che dal congresso e dalle primarie ha fatto uscire una classe dirigente di venti anni fa, secondo una logica basata sulle convenienze». Nel dettaglio, il documento parla di un cambiamento politico e amministrativo nel metodo e nel merito, abbandonando in sostanza la gestione verticistica e accentrata del Comune, che aveva caratterizzato l’era Zaccheo, per attuare il metodo della condivisione e delle cose concrete. Nel merito dei progetti, il documento parla di una rivisitazione della politica urbanistica, con privilegio dell’edilizia popolare e un nuovo piano regolatore; quindi la bocciatura dei progetti della metro leggera e del porto di Rio Martino, che si sovrappone al progetto della Provincia. Infine gestione pubblica dei servizi a tariffa, come i rifiuti e bocciati i progetti di finanza. Cirilli ha ribadito che su queste basi possiamo dare una svolta politica iniziando un nuovo percorso. «Daremo tutto il nostro appoggio a Di Giorgi. Se sarò assessore? Non so, ma in giunta entreranno le persone che hanno competenze specifiche», ha detto Cirilli. Sulla posizione del consigliere regionale del PdL Stefano Galetto, che ha affermato di apprezzare umanamente e politicamente l’ex sindaco Vincenzo Zaccheo e di non aver firmato alcun documento, Cirilli afferma: «Capisco la sua posizione personale e umana, ma la quella politica è un’altra cosa». Intanto tra martedì e mercoledì i vertici nazionali del partito ufficializzeranno la candidatura di Di Giorgi a conferenza stampa alla presenza di Renata Polverini. L’Udc, invece, non ha ancora sciolto la riserva ma appare scontato il suo sostegno al PdL. Anche la lista Alleanza per Latina, costituita proprio da Galetto, dovrebbe a poggiare il PdL.
Fabio Benvenuti dal Corriere Pontino del 27 marzo 2011
IL DOCUMENTO DEL PDL
I sottoscrittori del presente documento condividono la necessità che con le prossime elezioni amministrative si dia vita ad un totale cambiamento della politica amministrativa della città. La caduta dell’amministrazione di fatto ha aperto una fase nuova, completamente diversa da quella precedente sia in termini di metodo che di merito. Sul metodo viene definitivamente a tramontare la gestione verticistica, accentratrice e non partecipativa appartenente al passato. Pertanto viene a decadere il contenzioso politico generatosi rispetto alla sfiducia dell’aprile 2010; sfiducia che di fatto ha sancito la chiusura di una fase politico amministrativa e la premessa per l’apertura di una nuova di cui il presente documento è base. Partecipazione, trasparenza, condivisione, rifiuto delle logiche verticistiche devono essere le parole d’ordine nel metodo, dotando così la nuova amministrazione di un bagaglio operativo che dovrà tramutarsi, nel merito, in un approccio attento alla concretezza, alla realizzabilità dei progetti ed alla loro effettiva necessità. La nuova amministrazione dovrà anche avere la capacità di andare in discontinuità con ciò che si riterrà opportuno cambiare, mutare o trasformare rispetto al passato. Un governo della città , quindi, che non difenderà vecchie rendite di posizione ma che avrà bensì un solo obiettivo: l’interesse collettivo. Nel merito vengono individuate alcune questioni amministrative, tra le tante, su cui occorre immediatamente dare concreta evidenza della discontinuità: Politica di indirizzo urbanistico. In controtendenza con quanto accaduto sino ad ora le politiche urbanistiche devono disegnare un quadro di insieme su ciò che è e sarà attraverso un atto di indirizzo complessivo che individui in concreto, con chiarezza e trasparenza, le priorità ed il percorso amministrativo per realizzarle. In particolare, in controtendenza con il passato, l’obiettivo dovrà essere quello di privilegiare le attività di riqualificazione delle aree rispetto al consumo del territorio, con un forte impulso all’edilizia residenziale pubblica. Metro leggera. Nella condivisione della necessità di collegare la stazione ferroviaria alla città, ai quartieri di nuova espansione ed al mare, il progetto in campo non risulta sostenibile né dal punto di vista tecnico né dal punto di vista economico, soprattutto in riferimento alla gestione ultra trentennale dell’opera a cui va trovata una soluzione di concerto con la Regione Lazio. Portualità. Per quanto riguarda il porto di Rio Martino va sancito l’abbandono dell’illogico ed incomprensibile progetto di finanza comunale che di fatto si sovrappone al progetto provinciale condiviso con il comune stesso. Utilizzo delle risorse economiche. In alternativa all’acquisizione di immobili devono essere privilegiati investimenti in servizi per la città. Occorre sancire che sui servizi pubblici essenziali non si potrà utilizzare lo strumento del project financing in maniera indiscriminata lasciando ad un soggetto privato la gestione delle tariffe.







