Due riunioni lunghissime, la prima in tarda mattinata la seconda in serata, per cercare di sciogliere il nodo: a fine giornata Fabrizio Cirilli, dopo aver a lungo parlato con il suo gruppo, ha firmato. Il documento, su cui dal giorno prima c’erano anche le firme di Vincenzo Piso, coordinatore regionale del PdL, Giovanni Di Giorgi, Stefano Galetto e Renata Polverini, sancisce un asse politico forte, con lo stesso Di Giorgi candidato sindaco con il sostegno dell’“Altra faccia della politica”, il gruppo di Fabrizio Cirilli, con un ruolo di primo piano per lo stesso Cirilli. Alle 18,00 di ieri sera Fabrizio Cirilli ha riunito ancora una volta il suo gruppo per cercare di fornire una risposta definitiva all’accordo politico sottoscritto il giorno prima a Roma, un direttivo allargato dopo che all’ora di pranzo c’era già stato il via libero del direttivo. Alle 20,55 veniva sciolta la riserva. Il documento politico parla di un azzeramento nel metodo e nel merito dell’esperienza amministrativa dell’ex sindaco Vincenzo Zaccheo. Nel metodo, cioè non più imposizioni, accentramento e azioni monocratiche ma massima condivisione. Nel merito vengono invece disconosciuti i progetti e le linee di azione dell’amministrazione Zaccheo: dalla metropolitana leggera alla politica immobiliare fino all’urbanistica. Questa mattina lo stesso Cirilli spiegherà le ragioni della sua scelta in una conferenza stampa. La candidatura di Di Giorgi cementa il PdL crea una alleanza politica forte con il gruppo di Cirilli, con l’Udc, la Polverini e la Destra di Storace. Si aspetta ora soltanto la ratifica formale da parte di Silvio Berlusconi. Si conclude così una vicenda infinita, iniziata a gennaio quando Claudio Fazzone, nella sua veste di coordinatore provinciale del PdL, aveva sondato il partito sulla possibilità di candidare Cirilli a sindaco di Latina. Una ipotesi che, blindando l’accordo con l’Udc di Michele Forte, avrebbe altresì garantito al partito di presentarsi alla città in veste rinnovata, tagliando di netto con il passato amministrativo targato Zaccheo. Un percorso che aveva subito incontrato divisioni all’interno del PdL, tanto che lo stesso Fazzone aveva riunito a fine gennaio gli eletti del PdL per chiedere la disponibilità per candidature a sindaco. Alla sollecitazione avevano risposto otto esponenti del PdL di Latina, mentre il commissario Aracri affidava, a inizio febbraio, a Vincenzo Bianchi il compito di stilare un programma elettorale condiviso. Ma la mancata unanimità sul nome di Cirilli, con ostacoli posti soprattutto dall’ala del PdL vicina al consigliere regionale Stefano Galetto e all’ex sindaco Vincenzo Zaccheo, portava ad allargare a quattro la rosa dei possibili candidati. Oltre a Cirilli, spuntavano altri tre nomi, ognuno a suo modo capace di aggregare varie anime del partito. Ad iniziare da Giovanni Di Giorgi, quindi Vincenzo Bianchi e Stefano Zappalà. L’asse politico tra Cirilli e Di Giorgi, però, portava gran parte del partito di Latina a sostenere sul tavolo nazionale il nome di Cirilli. Il resto è resto è storia di questi giorni, con gli uomini di Galetto e la stessa Polverini contrari alla candidatura di Cirilli, quindi l’intervento di Berlusconi che, una settimana fa, convocava Di Giorgi a Palazzo Grazioli. Una investitura che Di Giorgi condizionava alla compartecipazione di Cirilli in questa difficile sfida politica.
Fabio Benvenuti dal Corriere Pontino del 25 marzo 2011





