La provincia di Latina sembra fermamente intenzionata a non perdere il primato acquisito negli anni di territorio con la più alta densità di superficie occupata per la grossa distribuzione. Se infatti la media stimata al livello nazionale è del 15%, per la nostra provincia si parla di 26% , primato affermato anche rispetto a Roma che si è attestata al 17%. Dati ancor più chiari se si analizzano in maniera dettagliata i numeri dei centri commerciali artificiali presenti: quattro a Latina, quattro ad Aprilia, uno a Formia, uno a Sermoneta e uno a Cisterna. Undici in tutto, contro i 16 della provincia di Roma e i 9 di quella di Frosinone, per un totale di 203.228 metri quadrati. Tutte queste attività commerciali sono poi così necessarie? Effettivamente, visto il proliferare indiscriminato di queste strutture, presto sorgerà un nuovo grande centro commerciale a Pontinia, si penserebbe che tali investimenti siano dovuti ad un rientro economico forte per le attività stanziate. In realtà la situazione è ben diversa. Per un nuovo centro commerciale che apre un altro rischia la chiusura, ne è un chiaro esempio il Centro Commerciale Morbella di Latina, che da più di due anni ormai vive in una situazione di precarietà, rischiando la chiusura. Perché quindi investire nel nuovo invece di tentare di rilanciare le strutture esistenti? «Mi domando effettivamente, quali siano le reali fonti di denaro che si nascondono dietro gli investimenti in nuovi centri commerciali – afferma Italo Di Cocco presidente della Confcommercio – alcuni anni fa la Carrefour, la grande catena di distribuzione francese, ha deciso che investire nella riconversione del sito industriale dismesso della ex Pozzi Ginori, fosse un impegno economico troppo elevato rispetto al profitto da trarne. Che senso ha quindi investire in un’altra struttura come quella di Pontinia, visto che il nostro territorio è ormai saturo?». Il comune di Latina aveva emanato nel 2008 un bando pubblico volto ad effettuare una ricognizione dei siti industriali dismessi ed essere informato degli eventuali progetti di riconversione. Tra questi, anche l’ex Mira Lanza, la cui superficie di quasi 42mila metri quadrati verrà presto trasformata ad opera della Nuova edilizia s.r.l., in un nuovo centro commerciale. Un progetto contro il quale la Confcommercio ha iniziato una vera e propria battaglia. «La costruzione del centro commerciale creerebbe problemi non solo a Pontinia ma a tutti i comuni limitrofi, compresa Latina – afferma Di Cocco – il comune di Pontinia, nell’approvare il progetto ha commesso diverse irregolarità per le quali abbiamo presentato ricorso al Tar». Al momento dell’avvio del piano, infatti, la Regione aveva diffidato il comune di Pontinia e la stessa società Nuova edilizia s.r.l., di eseguire qualsiasi lavoro. Il comune non aveva avviato, ai sensi della legge regionale 33 del 1999, gli adeguamenti urbanistico-commerciali necessari per portare avanti il progetto. In seguito alla comunicazione regionale il comune aveva provveduto, nel settembre 2008, a procedere con gli adeguamenti previsti e ad impartire nuovi indirizzi per consentire l’insediamento di grandi strutture di vendita nell’ex sito industriale individuato. Provvedimenti però avviati non in linea con i tempi della legge stessa che prevedeva, per la presentazione di un piano di adeguamento, una scadenza di 180 giorni. Questo significa che il comune di Pontinia è arrivato con ben 9 anni di ritardo.
Dal Corriere Pontino del 26 aprile 2011







