Una violenta rivolta è scoppiata il 28 ottobre 2025 nel carcere di Latina, mettendo seriamente a rischio la sicurezza dell’istituto. L’inchiesta della Procura ha portato all’emissione di tre ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettanti detenuti, ritenuti i promotori dei disordini. I provvedimenti sono stati eseguiti dalla polizia penitenziaria su disposizione del giudice Mara Mattioli.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la protesta è iniziata in serata nella sezione A, quando alcuni detenuti hanno battuto sulle inferriate per contestare il regime chiuso. La tensione è rapidamente degenerata dopo il ritiro di uno specchio usato per controllare i movimenti degli agenti.
Tre reclusi avrebbero guidato l’azione violenta: arredi distrutti, incendi appiccati nel corridoio con coperte e lenzuola e il lancio di una coperta incendiata contro gli agenti, accompagnata da minacce. Particolarmente grave il ritrovamento di una bomboletta di gas avvolta nella carta, con concreto rischio di esplosione. Solo il rapido intervento degli agenti, con l’uso degli estintori, ha evitato conseguenze drammatiche.
La rivolta ha avuto ripercussioni anche sugli altri detenuti, con la sospensione temporanea della distribuzione dei farmaci. Nell’inchiesta risultano indagati altri tre reclusi: a due di loro è contestata anche una brutale aggressione a un detenuto, picchiato e minacciato di morte se avesse parlato. Un episodio che riaccende l’allarme sulle condizioni di sicurezza e sull’elevata tensione all’interno del carcere pontino.








