Cresce la preoccupazione per gli episodi di violenza che nell’ultimo periodo hanno visto coinvolti, come vittime di aggressioni, diversi studenti della struttura professionale di via Epitaffio a Latina. L’ultimo grave episodio si è consumato proprio alla fermata degli autobus, dove la situazione è rapidamente degenerata sotto gli occhi di altri giovani presenti.
Un campanello d’allarme che porta Latina Formazione e Lavoro a rinnovare con forza la richiesta di un maggiore presidio del territorio e di un intervento corale delle istituzioni.
"Gli episodi di violenza che hanno coinvolto alcuni dei nostri ragazzi in via Epitaffio ci lasciano preoccupati ed attenti", dichiara l'Amministratore dell'ente, Diego Cianchetti. "Da tempo segnaliamo il bisogno di una attenzione maggiore da parte di tutte le istituzioni a tutela dei ragazzi — sono oltre 700 — che con coraggio e sacrificio si stanno creando un futuro fatto di lavoro e di rispetto delle regole."
L’aggressione alla fermata del trasporto pubblico locale ripropone il tema fondamentale della sicurezza nei luoghi di aggregazione giovanile e lungo le rotte del pendolarismo scolastico. Secondo la direzione dell’istituto, il lavoro di tutela e responsabilizzazione svolto all’interno delle aule deve trovare continuità e supporto anche negli spazi pubblici esterni.
“Ribadiamo la richiesta di attenzione fuori dalla scuola, così come da noi è garantita ed dovuta al suo interno”, prosegue Cianchetti. “Viviamo in un momento critico per le nuove generazioni: dobbiamo essere capaci di superarlo dando speranza e non paura ai nostri ragazzi.”
Il messaggio lanciato dall’amministrazione è netto: la comunità educativa e le istituzioni cittadine devono fare fronte comune per isolare ogni condotta violenta e offrire un modello positivo ai giovani che scelgono la strada dell’impegno e della legalità.
“Dobbiamo essere coraggiosi tutti”, conclude l’Amministratore Diego Cianchetti, “e dimostrare che chi vuole usare la violenza e la sopraffazione è totalmente fuori dal progetto di futuro della nostra comunità.”








