L’intervento era stato programmato nei minimi dettagli e rappresentava un passaggio atteso da anni per la viabilità cittadina. E invece, proprio al momento di dare il via alle ruspe, tutto si è fermato. La demolizione dell’abitazione che da oltre due decenni ostacola il completamento di viale Le Corbusier non è partita a causa del rifiuto delle persone che vi risiedono di abbandonare l’immobile.
All’interno della casa, già oggetto di esproprio da parte del Comune di Latina, vivono tre donne: una madre e le sue due figlie. Nonostante gli atti amministrativi siano conclusi, le occupanti hanno deciso di non lasciare l’abitazione, bloccando di fatto l’operazione che avrebbe permesso di eliminare la stretta curva che costringe l’arteria a un pericoloso restringimento, noto come “collo d’oca”.
La situazione ha richiesto l’intervento di un imponente schieramento di forze. Sul posto sono arrivati gli agenti della polizia di Stato, comprese le volanti, la Digos e la Divisione amministrativa, insieme ai carabinieri, ai vigili del fuoco e ai sanitari del 118. Presenti anche dirigenti e funzionari comunali, chiamati a gestire una vicenda delicata e carica di tensione.
È stato avviato un confronto per cercare una soluzione condivisa. Le tre donne, tramite un familiare, hanno fatto sapere di non avere una sistemazione alternativa e di vivere una condizione di forte disagio, denunciando quella che definiscono una totale mancanza di attenzione da parte dell’amministrazione comunale nei confronti della loro situazione personale e abitativa.
Per il momento, ogni intervento è stato sospeso. Non è chiaro se si arriverà a uno sgombero forzato o se verrà individuata una soluzione diversa che consenta di sbloccare l’opera senza aggravare il dramma umano che si sta consumando.
Alle ore 14, le persone presenti nell’immobile oggetto di sgombero hanno chiesto alcune ore di tempo per potersi organizzare e lasciare l’edificio. Nel frattempo, il Comune ha messo a loro disposizione una sistemazione alberghiera temporanea, in attesa di individuare una soluzione più idonea al caso. Intorno alle ore 18, il nucleo familiare ha raggiunto la struttura messa a disposizione dall’amministrazione.







