Un’operazione congiunta di Polizia di Stato e Carabinieri ha portato all’arresto di quattro persone ritenute responsabili della serie di attentati incendiari ed esplosivi che, negli ultimi mesi, avevano creato forte allarme sociale a Latina.
Le misure cautelari, disposte dal GIP del Tribunale di Latina su richiesta della Procura della Repubblica, delineano un contesto di criminalità organizzata finalizzato al controllo del territorio. Tre degli indagati erano già detenuti per altri procedimenti, mentre il quarto è stato rintracciato in città nel corso delle attività operative.
Le indagini, coordinate dalla Procura e condotte senza sosta dalle forze dell’ordine, hanno permesso di ricostruire un quadro unitario degli episodi violenti. Secondo gli investigatori, gli attentati non sarebbero stati isolati, ma parte di una strategia intimidatoria legata a una contesa tra gruppi criminali per il controllo di una zona considerata una piazza di spaccio.
Tra i fatti contestati figurano esplosioni di ordigni artigianali e incendi dolosi ai danni di veicoli e abitazioni. Le azioni, avvenute prevalentemente in orario notturno, hanno provocato danni a edifici residenziali e diffuso paura tra i residenti.
Nel corso dell’inchiesta è stata accertata anche la detenzione e il porto illegale di armi, comprese pistole con matricola abrasa, oltre alla disponibilità di materiale esplosivo. Intercettazioni, pedinamenti e controlli sul territorio hanno consentito di individuare ruoli precisi e collegare tra loro i vari episodi.
La collaborazione tra Polizia e Carabinieri ha portato al sequestro di armi, munizioni e ordigni, prevenendo ulteriori azioni violente.
Resta fermo il principio di presunzione di innocenza: gli indagati sono da considerarsi tali fino a eventuale sentenza definitiva.
“A nome dell’intera città di Latina desidero ringraziare la Polizia di Stato, l’Arma dei Carabinieri, la magistratura e tutti coloro che sono stati impegnati nelle indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Latina, che hanno portato all’esecuzione di quattro misure di custodia cautelare in carcere per i gravissimi episodi di criminalità che hanno colpito il nostro territorio.
Latina dimostra di non piegarsi alla violenza: la legalità ha vinto e continuerà a essere il nostro unico orizzonte.
Grazie al costante coordinamento tra la Prefettura, la Questura, l’amministrazione comunale e le forze dell’ordine, sotto la guida del Procuratore aggiunto Luigia Spinelli, è stato possibile affrontare con determinazione la sequenza di bombe incendiarie che aveva generato un fortissimo allarme sociale e un diffuso clima di paura, arrivando oggi a un esito che restituisce fiducia e serenità ai cittadini.
Quanto emerso dalle indagini conferma la gravità di un disegno criminale che mirava a intimidire i cittadini, a ostacolare l’azione delle forze dell’ordine e a minare la sicurezza della nostra comunità, con il solo obiettivo di consolidare la propria influenza criminale. Si tratta di azioni inaccettabili, che nulla hanno a che vedere con il vivere civile e che trovano una risposta ferma e determinata nelle istituzioni.
In quei giorni ho incontrato personalmente i residenti dei quartieri colpiti, profondamente preoccupati e scossi dagli eventi, raccogliendo le loro paure e assicurando la presenza e l’impegno costante delle istituzioni. A loro va oggi un messaggio chiaro: lo Stato c’è ed è più forte di ogni forma di violenza.
Ringrazio infine tutti coloro che hanno teso la mano a Latina sin dall’indomani del primo ordigno esploso, nella notte tra il 6 e il 7 settembre dello scorso anno nelle case Arlecchino: il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca. Ora è il tempo della responsabilità condivisa: le istituzioni continueranno a lavorare unite per garantire sicurezza, legalità e tranquillità ai cittadini, affinché simili episodi non si ripetano e Latina possa guardare al futuro con maggiore fiducia e coesione”.
Così in una nota il sindaco di Latina, Matilde Celentano, in seguito all’esito dell’operazione congiunta dell’Arma dei Carabinieri e della Polizia di Stato, le cui indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Latina, hanno portato all’esecuzione di quattro misure di custodia cautelare in carcere.







