Compositore e pianista internazionale, Francesco Taskayali, si esibirà dal vivo alla Feltrinelli di Latina

Il 24 maggio alle ore 19.00, la Feltrinelli di Latina ospiterà la giovane promessa del pianismo internazionale Francesco Taskayali, per l’uscita del suo album “WAYFARING”, quarto lavoro in studio e primo per l’etichetta INRI CLASSIC, nata dall’ altrettanto promettente collaborazione tra Warner Music Italy e INRI.

Straordinaria capacità di sperimentazione di tecniche e stili di composizione musicale, ispirazione sempre viva e sensibile: due tratti che rendono la sua personalità artistica, in costante crescita, inconfondibile presso il suo pubblico sempre più numeroso.

Se volete ascoltare uno dei suoi incredibili brani ecco il link di spotify

https://open.spotify.com/track/4uwNAXiNAAjVfmUKCbhqL7

WAYFARING

Animo mediterraneo e cuore cosmopolita: il suo passaporto artistico è un alternarsi tra vicoli assolati e moderni skyline, solchi musicali inconfondibili scaturiti da una vita fatta di viaggi, incontri e scoperte, dove il passo segnato dal cammino diventa melodia. Sorprendente testimonianza di maturità artistica presente in Wayfaring è l’abbandono della formula esclusiva del pianoforte solo che in ben quattro brani presenti in tracklist ( Introitus, Midnight, Cihangir, Bazar ) viene avvolto dai suoni degli strumenti a corda della cultura mediterranea e mediorientale o evidenziato da batterie elettroniche e sintetizzatori.

Come correttamente dichiara Ale Bavo che ne ha firmato gli arrangiamenti, “ Taskayali scrive musica geografica. Da un lato, le armonie ampie richiamano i paesaggi pietrificati dal sole del deserto. Dall’altro, gli improvvisi e radiosi giochi melodici rivelano un sapore urbano, di mercati caotici in lontane metropoli multiculturali”.
Non mancano parentesi dedicate all’improvvisazione o alla ricerca come Anatolia, che nasconde un omaggio a Black Heart di Fazil Say, o Vienna , che riaccende la vena jazz e la passione per Keith Jarrett. Wayfaring è però in primo luogo lo specchio dell’animo di un giovane che dialoga con l’amore ( Emel ), gioca a fare il postmoderno accostando notturni di Chopin alla colonna sonora della serie tv cult Narcos ( 3 A.M. ) o rielabora nostalgicamente i suoni della sua infanzia ( Black Sea ).
Protagonista indiscussa di tutti i 12 inediti è una melodia senza confini che si fa portavoce della storia personale di un animo inquieto come quello del mare, capace di divenire tempesta di emozioni partendo dal semplice e misurato suono di una goccia d’acqua sul davanzale ( Bazar ), filo conduttore di un album che come un diario di viaggio va vissuto con nuovo impeto ad ogni ascolto.

BREVE STORIA DI FRANCESCO TASKAYALI

Francesco è un giovane compositore italiano di origine turca (il suo cognome letteralmente significa “pietra levigata” e il suo secondo nome in lingua turca è Emre, da cui prende il titolo la sua prima raccolta di brani).

Ha iniziato a suonare il pianoforte all’età di 7 anni e a comporre all’età di 13, la sua prima fonte ispiratrice è stata la musica minimalista di Michael Nyman ( l’autore della colonna sonora del celebre film “Lezioni di Piano” n.d.r.), il suo stile si è andato a formare seguendo Ludovico Einaudi, con incursioni nel jazz di Keith Jarrett, fino ad approdare ad un “espressione musicale” autonoma, personale, estremamente efficace.

Ha viaggiato in tutto il mondo, solo per citare qualche esempio; con la sua prima tournée internazionale si esibisce a Londra, Parigi, Colonia, Roma, Istanbul, Salonicco, Atene, Marsiglia, Addis Abeba, Nairobi, Bucarest, Jakarta, Berlino.
Quest’anno si è esibito nel suo primo concerto in Cina in una delle sale più prestigiose di Hong Kong la Sai Wan Ho Civic Arena

INTRODUZIONE DI WAYFARING A CURA DELL’ ARTISTA

“A tutti capita di cercare qualcosa e di non trovarlo. A tutti capita di cercare qualcosa di cui non sappiamo nemmeno il nome o la consistenza.

Quasi sempre questa cosa che andiamo cercando poi ce la ritroviamo davanti agli occhi, era sempre stata lì, forse troppo vicina per essere vista nella sua interezza. Questo posso dire che sia capitato a me quando ho composto “Wayfaring” in uno strano settembre di transito a Milano. A farmela scoprire è stato un personaggio creato dalla penna di Alessandro Baricco, che nel suo libro “Oceano Mare” racconta di un pittore, tale Plasson, che ogni giorno cercava di sublimare il suo talento di ritrattista disegnando il mare. Ogni giorno tornava a casa con una tela vuota perché i suoi ritratti li cominciava sempre delineando prima di tutto gli occhi di chi posava nei suoi dipinti. Gli occhi del mare, il profondo spirito dell’identità del suo perenne movimento, gli sfuggivano sempre, onda dopo onda. Capii grazie a quel racconto che come Plasson anche io stavo cercando gli occhi di un mare impetuoso e in perenne movimento e che forse inseguivo qualcosa che viveva nel passato e non nel presente. Dalle mani del pittore evocato da Baricco emergeva il suono di una canzone popolare del Mar Nero che mio padre suonava quando ero bambino e che si era incastrata da qualche parte nella memoria. Forse in quel momento ho trovato gli occhi del mio mare, di quello che indomito e mutabile si agitava dentro di me cancellandosi onda dopo onda. Del resto, anche la musica è come l’acqua di Plasson, invisibile nella tela ma capace di accumularsi nella memoria, goccia dopo goccia, granello su granello. Da lì poi quella sorta di metodo mi ha accompagnato nei miei ultimi viaggi in cui ho scritto “Black Sea”e “Salento” e mi ha accompagnato in un viaggio tumultuoso ad Istanbul dove ho chiuso il disco grazie alle ispirazioni di “Emel” e “3 A.M.”. Lei che con la sua fuggevole tenerezza mi ha insegnato quanto sia magica ed effimera la vita stessa. Ancora adesso, quando cerco gli occhi del grande mare, non cerco più nei solchi sottili lasciati dalle onde sulla sabbia ma in qualcosa dentro di me che abbia lo stesso canto. Fino ad ora mi ha aiutato molto e di questo non posso che essere grato.”

Rispondi a

Please enter your comment!
Please enter your name here