La Polizia di Stato di Latina ha dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale locale su richiesta della Procura della Repubblica. Destinatario del provvedimento è un giovane ventenne, già noto alle Forze dell’Ordine per precedenti penali, inclusa una fuga avvenuta lo scorso gennaio durante un’operazione antidroga nei pressi delle “Palazzine Arlecchino”.
Il giovane è gravemente indiziato per una serie di reati che includono tentate estorsioni aggravate, lesioni personali pluriaggravate e atti persecutori, condotte contestate a partire da luglio 2025. Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile, hanno ricostruito come l’arrestato, in concorso con altri soggetti ancora da identificare, avrebbe cercato di ottenere denaro e beni da un conoscente.
Il movente sarebbe legato a una controversia sorta da un noleggio di autovetture che la vittima aveva interrotto proprio per evitare guai legali.
L’escalation di violenza non si è limitata alla vittima diretta, ma si è estesa ai suoi familiari, in particolare tra agosto e settembre. Uno degli episodi più gravi riguarda il pestaggio del padre della vittima, aggredito all’interno della propria abitazione con l’utilizzo di un tubo e di spray urticante, il tutto accompagnato da minacce di morte.
L’azione violenta era stata preceduta da chiare azioni intimidatorie presso la stessa abitazione: nei giorni precedenti l’aggressione, erano stati riscontrati danni materiali, tra cui l’esplosione di un proiettile contro una finestra e il danneggiamento del portone, azioni ritenute attribuibili all’indagato.
Secondo quanto contestato dalla Procura e confermato dal G.I.P., le condotte del ventenne avrebbero creato nella vittima un persistente e grave stato di ansia e frustrazione, costringendola a temere per l’incolumità sua e dei suoi cari. Per questo motivo, al giovane è stato contestato anche il reato di atti persecutori.
Si sottolinea che il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari e per tutti gli indagati vige la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.






