Condannato a due anni ed otto mesi di reclusione Giuseppe Di Silvio, detto “Ciappola”, per la vicenda della pistole rinvenute in un terreno di via Moncenisio. Il suo dna combacia con le tracce trovate su una delle armi. Secondo gli investigatori della squadra mobile, Giuseppe Di Silvio avrebbe avuto un ruolo strategico in quella che e’ stata definita la guerra criminale nel capoluogo pontino.
Latina, infezione batterica dopo la cena al ristorante: tre giovanissimi ricoverati al Goretti, scattano i campionamenti
Tre minorenni — due fratelli di 12 e 14 anni e il cugino di 5 — sono stati ricoverati nel...






