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Home Eventi

Vent’anni fa la strage di via D’Amelio, Latina ricorda Paolo Borsellino

Redazione by Redazione
19 Luglio 2012
in Eventi
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via d amelio 1992 ansa 01
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“La lotta alla mafia deve essere innanzitutto un movimento culturale”. Le parole di Paolo Borsellino, il magistrato ucciso insieme agli agenti della sua scorta vent’anni fa nella strage di via D’Amelio, sono il motore pulsante della manifestazione “arte e legalità” che si svolgerà questa sera presso il museo Cambellotti a Latina a partire dalle 19:30. A seguire una fiaccolata per le vie del centro a cui prenderanno parte 32 associazione della provincia di Latina e tanti giovani.

Anche il Sindaco Giovanni Di Giorgi conferma la sua partecipazione alla fiaccolata organizzata dal comitato Paolo Borsellino a Latina e, apprezzando le tante iniziative organizzate in Italia a ricordo della strage di Via D’Amelio, rilascia un suo commento personale.

“Sono passati 20 anni dalla strage di via D’Amelio e desidero esprimere con una nota personale il mio pensiero su Paolo Borsellino.

Perché è grazie a lui che, il 19 luglio di venti anni fa, si è riempito di un significato profondo il mio cammino da poco intrapreso nel rispetto della legge e dell’amore per lo Stato. Dinanzi al sacrificio di una persona come Borsellino, che insieme a Giovanni Falcone, aveva dato tutto il possibile per combattere questa battaglia contro la mafia, capii, da venticinquenne appena laureato in Legge, che eravamo a un punto di svolta e che inevitabilmente lo Stato aveva giocato nel doppio ruolo di vittima e carnefice.

Dopo venti anni ancora non sappiamo chi azionò quella bomba sotto casa della mamma del giudice Borsellino, ancora non sono sicuri i mandanti, i perché, i per come, non vengono resi noti i ruoli di chi quella partita l’ha giocata da carnefice, perché chi l’ha giocata da vittima, purtroppo, lo sappiamo.

Ma quello che è sicuro è che dopo il 19 luglio del 1992, dopo Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e le loro rispettive scorte, gli stessi mandanti non hanno potuto uccidere tutti coloro che hanno sempre creduto nello Stato, nella legalità, nell’onestà. È così che siamo cresciuti, e siamo diventati ancora più forti e consapevoli di affrontare tutti i giorni, quotidianamente, la battaglia contro la mafia, contro tutte le mafie.

In tempi difficili come quelli odierni, caratterizzati da una grande crisi, economica, politica, di valori, questa triste ricorrenza diventa l’atto di speranza e di amore più grande per ricordare, attraverso le parole e i gesti di questi due grandi uomini, quanto sia importante continuare a credere nella giustizia senza farsi coinvolgere da facili derive demagogiche e antipolitiche. Il mio pensiero lo dedico quindi ai più giovani, affinché gli insegnamenti e il sacrificio di questi due grandi eroi del nostro Stato non vadano perduti, perché, come affermava Borsellino:

“Se la gioventù le negherà il consenso, anche l’onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo”.”

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