Un grido di denuncia amaro e potente si leva da Latina, firmato da una “mamma di un Angelo, per tutti gli angeli dimenticati di questa città”. La lettera aperta, che sta circolando in queste ore, punta il dito contro le istituzioni locali per la totale assenza di servizi essenziali destinati agli alunni e alle alunne con disabilità complessa, in particolare l’assenza degli assistenti all’autonomia e alla comunicazione.
La madre di una ragazza con una “disabilità seria”, che le impedisce autonomia ed espressione convenzionale, critica duramente il concetto di “normalità” e “società civile” che a Latina sembrerebbe essere “andato in ferie lunghe”.
Diritti “Evaporati” all’Inizio dell’Anno Scolastico
Il fulcro della polemica è l’inizio dell’anno scolastico, che per il terzo anno consecutivo, vedrebbe gli studenti con bisogni complessi privi di figure fondamentali per l’inclusione. “Come ogni anno,” scrive la madre, “tanti alunni ed alunne aspettano l’arrivo a scuola degli assistenti all’autonomia e alla comunicazione… Ma niente: quest’anno – e non è il primo – sono scomparsi. Evaporati.”
Queste figure sono descritte come “essenziali” per completare il team educativo, permettendo ai ragazzi di comunicare, partecipare e, in sintesi, esercitare quei diritti base che “fanno parte della Costituzione”.
L’Estate Abbandonata e l’Autosostegno delle Famiglie
La denuncia si estende all’intera stagione estiva, durante la quale i bambini disabili sarebbero rimasti senza un adeguato supporto e senza “centri estivi inclusivi”.
"purtroppo la disabilità non va 'in vacanza' – magari con pacchetto all inclusive, lettino e Mojito," si legge nella lettera, che prosegue criticando la mancanza di un servizio decente e persino di un semplice "scusate il disagio".
Di fronte a queste mancanze istituzionali, le famiglie si sono ritrovate, ancora una volta, a “tappare i buchi”, facendo da supplenti alle istituzioni, una situazione che la madre definisce ironicamente “la cosa più normale del mondo”.
Investimenti “Instagrammabili” contro il Welfare
La critica non risparmia le priorità della gestione cittadina. Mentre i diritti dei più deboli vengono ignorati, le istituzioni avrebbero investito “energie, tempo (ed anche denaro) in altri progetti, probabilmente più visibili, più spendibili, più ‘instagrammabili'”.
La madre contrappone la poca visibilità della CAA (Comunicazione Aumentativa Alternativa) rispetto a “una rotonda nuova, una nuova pavimentazione, dei nuovi arredi”, denunciando un disinteresse che si scontra con i discorsi ufficiali sul welfare.
L’Appello all’Elettorato: Non Avere “Memoria Corta”
La lettera si chiude con un forte appello politico: l’attenzione verso i disabili, oggi “vuoti così ignorati”, tornerà comoda alle istituzioni tra qualche anno, quando i ragazzi e le loro famiglie si trasformeranno in “elettori” e saranno destinatari di “volantini elettorali” e promesse.
La madre invita quindi a non avere la “memoria corta” e a esercitare il diritto di voto in modo coerente, non lasciandosi “illudere da promesse che, come puntualmente accaduto negli ultimi 3 anni, saranno solo slogan di propaganda”.
In conclusione, la madre ribadisce l’impegno quotidiano delle famiglie, della scuola e degli amici per dare “voce a chi voce ancora non ha e dignità”, affermando che a Latina, in fatto di diritti, si è rimasti “all’inizio del secolo scorso”.






