Non si terrà il vertice del PdL che era in programma questo pomeriggio a Roma per cercare di trovare una soluzione alla vicenda che tiene da mesi bloccato il partito a Latina: la scelta del candidato sindaco del capoluogo, oggetto di controversie tra le due frange del partito. La convocazione dell’incontro, fatta dal commissario cittadino del partito, Francesco Aracri, sta suscitando diversi malumori. Il primo è dovuto al fatto che il vertice stesso è stato convocato su diretta richiesta del neoconsigliere regionale del PdL, Stefano Galetto, che guida la pattuglia di ex consiglieri e assessori comunali vicini alle posizioni dell’ex sindaco di Latina, Vincenzo Zaccheo e raccolti nella lista civica Alleanza per Latina. Una convocazione, tra l’altro, che è stata comunicata dall’ex assessore comunale alla cultura Bruno Creo, in forza alla giunta Zaccheo. Il resto del Pdl, soprattutto gli uomini di derivazione Forza Italia, da Calandrini a Di Rubbo, da a Enrico Tiero allo stesso vice coordinatore pontino del partito, Vincenzo Bianchi, non hanno gradito l’iniziativa e quindi non intendono partecipare alla riunione. L’altra motivazione è l’atteggiamento dello stesso Aracri, accusato dal PdL di Latina di scarso impegno nei confronti della situazione del partito. Eloquente la posizione di Vincenzo Bianchi: «Se pur nelle motivazioni l’intendimento della riunione è positivo – dice il vice coordinatore – non vedo l’utilità di questo vertice. Sono stato chiamato a Roma da Bruno Creo, senza un ordine del giorno. Se si vuole davvero cercare una sintesi nel PdL e allargare al centrodestra io sono il primo ad essere d’accordo ma non vedo perché questo non si debba fare a Latina, c’è tutto il tempo e le condizioni per farlo. Ci sono due consiglieri regionali, Di Giorgi e Galetto, un assessore regionale, Zappalà, un coordinatore e vice coordinatore del partito e un commissario: si faccia un tavolo a Latina e si cerchi la sintesi, io sono disponibile ».
Fabio Benvenuti dal Corriere Pontino del 28 febbraio 2011






