Latina è la provincia del Lazio più attraente per gli immigrati con un incremento di presenze pari al 276,3% dal 2002 al 2009 ovvero 34.306 residenti stranieri. Il dato emerge dal dossier statistico 2010 sull’immigrazione, curato dalla Caritas e da Migrantes, presentato ieri presso la sala conferenze della curia vescovile di Latina. Un valore, quello della provincia pontina, che supera di gran lunga la provincia di Roma che registra invece un incremento del 157%. Dati importanti che sottolineano come il numero degli immigrati nel Lazio continui ad aumentare in maniera esponenziale, superando il Veneto di 17.000 unità e collocando la regione al secondo posto dopo la Lombardia. «Il lavoro presentato è il frutto della collaborazione di 100 firme diverse, e della partecipazione dell’Istat e dell’Inail» afferma Luigi Ricciardi, referente per il Lazio. Un fenomeno, quello dei flussi migratori, analizzato nelle sue innumerevoli sfaccettature e problematiche, dall’integrazione dei giovani nelle scuole alla condizione lavorativa degli stranieri. La scuola deve essere infatti il primo luogo di integrazione per i minori che raggiungono la nostra nazione e la provincia. Nel Lazio il numero di studenti di nazionalità straniera iscritti all’anno scolastico 2009/2010 sono ben 64.780, pari al 7,9% del totale degli iscritti. Una media molto alta che si registra anche nella provincia di Latina, dove gli alunni stranieri sono 5.005, con un’incidenza maggiore per le scuole primarie dove la percentuale sul totale degli studenti è di 6,7%, contro il 9,5% di Roma. La realtà presentata è quella di una società multiculturale. Sono diverse infatti le etnie presenti nelle scuole pontine: dai romeni, ucraini e polacchi agli indiani, che rappresentano a Latina la seconda collettività straniera, con una percentuale del 10,5%. Numeri su cui va ad incidere fortemente il tasso di natalità delle coppie immigrate in provincia: 507 i nati per l’anno 2009. «L’integrazione scolastica è uno degli aspetti fondamentali quando si parla di stranieri – afferma Aldo Forte, assessore regionale alle politiche sociali e famiglia – per questo uno dei primi obiettivi della Regione, attraverso lo stanziamento di 900.000 euro, è stato quello di favorire l’apprendimento della lingua italiana per gli stranieri residenti nel Lazio ». Cifre importanti anche quando si parla di lavoro, un aspetto fondamentale sia da un punto di vista economico che sociale. I dati dell’Inail parlano chiaro. I lavoratori dipendenti sono 294.043 nel Lazio, 27.363 solo nella provincia di Latina di cui il 33,2% donne. Un elemento importante se si considera che l’incidenza degli stranieri occupati in Italia rispetto al totale è del 14,1% nel Lazio e del 18,4% per Latina. La provincia pontina è considerata la meta ideale per uno sbocco lavorativo in ambito agricolo, con una percentuale che si attesta infatti al 32,4% di occupati stranieri in tale settore, contro il 23,3% di Viterbo. Numeri che si fanno interessanti quando si parla di lavoratori stranieri che diventano datori di lavoro «Ad oggi in Italia sono 213.000 le imprese di cui sono titolari cittadini stranieri – afferma Ricciardi – dimensione che cresce di anno in anno».
Natalia Pane dal Corriere Pontino del 25 febbraio 2011






