“Lunedì 21 febbraio mi alzo di buon mattino avendo un appuntamento di lavoro a Roma e, come spesso mi accade, decido di andare con il treno (“scelta” obbligata anche dal fatto che con l’ormai cronico intasamento della strada Pontina è sconsigliabile prendere l’auto poichè non è possibile prevedere l’orario di arrivo essendoci il rischio di trovarsi “imbottigliati” in code interminabili). Torniamo al treno. Premesso che ho la fortuna di disporre di un vecchia utilitaria che mantengo in vita, con i relativi costi di bollo, assicurazione, manutenzione, ecc., con il principale scopo di poterci andare alla stazione e poterla lasciare senza il timore che possa essere rubata al parcheggio, prendo l’auto per andare alla stazione (“scelta” anche questa obbligata, come per molti, dalla mancanza di un servizio di trasporto pubblico verso la stazione degno di questo nome). E già fin qui ci sarebbe molto da dire. Difatti il parcheggio della stazione esplode e le auto sono parcheggiate nei modi più impensati. Per non parlare dei 5 euro al giorno per chi può permettersi il lusso del nuovo parcheggio sopraelevato. (a proposito di tutto questo: Di Giorgi non è stato presidente della commissione viabilità del Comune di Latina prima di diventare Consigliere Regionale?). Comunque …con un po’ di fortuna trovo un posticino a circa 1 km dalla stazione, mi avvio a piedi di buona lena e avvicinandomi alla stazione vedo questo manifesto “26 treni in più per i pendolari, la Giunta Polverini mantiene le promesse. Firmato Giovanni Di Giorgi. Il Popolo della Libertà”. Dico tra me e me: “caspita, ora finalmente i pendolari possono viaggiare comodi e non ammassati come le bestie come era ai tempi in cui frequentavo l’Università e mi toccava andare a Roma ogni mattina…bene bene allora oggi si viaggia comodi, bravo Di Giorgi” penso tra me e me. Faccio il mio biglietto e attendo il regionale delle 8:29. Già intorno vedo una folla enorme di gente in attesa del treno e inizio a subdorare la “bufala” del manifesto appena letto. I sospetti diventano realtà quando il treno arriva, stracarico di gente fino all’inverosimile. Si trova un “posto”, in piedi, nella piazzola di passaggio tra le carrozze, tutto strapieno di gente in piedi. Fermate: Cisterna, Campoleone, Pomezia…salgono ancora altri e lo spazio vitale si riduce sempre più al minimo indispensabile per poter respirare. A questo punto penso tra me e me al manifesto di Di Giorgi e immagino il nostro Consigliere accomodato sull’auto blu che lo accompagna comodamente a Roma verso La Pisana, fiero del suo manifesto. Lui il treno evidentemente non lo prende per andare a lavorare, altrimenti quel manifesto se lo sarebbe risparmiato. L’ho immaginato, il nostro Consigliere dire le stesse cose in mezzo ai pendolari ammassati l’uno sull’altro, tutte le mattine, dentro al treno per andarsi a guadagnare, quando dice bene, i 1000 euro al mese: “26 treni in più per i pendolari”….sai le pernacchie !!! Qualcuno dice: “ferma anche a Torricola”…nooo, non entra più neanche uno spillo. Fortunatamente a Torricola non ferma. Alle 9:15 “sbarchiamo a Roma Termini”. Non è cambiato nulla da quando andavo a Roma tutte le mattine all’università, anzi sì, una cosa è cambiata, ora Di Giorgi il problema dei pendolari l’ha risolto, lui, effettivamente: a Roma ci va con l’auto blu.”
Alessandro Aielli







