Forse il legame tra l’elevata incidenza di tumori e la presenza di una centrale nucleare non c’è davvero ma è sufficiente il dato che vede una maggiore diffusione di questa malattia tra i cittadini di Latina, Castelforte e San Cosma e Damiano rispetto alla media nazionale per cercare di evitare la realizzazione di un nuovo sito sul territorio pontino. Con un’azione che vada oltre le contrapposizioni politiche e ideologiche. L’appello arriva da Fabrizio Cirilli che come consigliere regionale aveva richiesto, insieme ad Aldo Forte, uno studio epidemiologico sulla popolazione e che considera il dato emerso dal lavoro Dipartimento del servizio sanitario regionale comunque non rassicurante. «Credo che a questo punto – sottolinea l’esponente de L’Altra faccia della politica – l’obiettivo comune sia quello di scongiurare il rischio di vedere realizzata un’altra centrale nucleare e restituire al nostro territorio la sua vocazione agricola e turistica». La strada da percorrere, secondo Cirilli, è quella di intervenire in sede di fissazione dei criteri per individuare la collocazione dei futuri impianti utilizzando come strumento il dato sull’incidenza dei tumori. Facendo escludere a priori le località che presentano una percentuale superiore alla media. «Si tratta di un criterio oggettivo – spiega – quello del numero di tumori fuori tabella che può essere utilizzato per evitare a Latina l’ennesima servitù e l’unica possibilità per gli enti locali di far sentire la propria voce. La questione impone un superamento delle contrapposizioni ideologiche tra chi è favorevole e chi è contrario al nucleare anche perché il parere della Regione rispetto alla localizzazione degli impianti è obbligatorio ma non vincolante». Cirilli ci tiene anche a sottolineare come la sua proposta abbia avuto un iter lungo e complicato, una sorta di calvario durato anni mentre è ancora in itinere la richiesta di uno studio epidemiologico analogo sui cittadini residenti nelle aree limitrofe alle discariche. In realtà sono convinto – conclude – che il raggio di azione dei possibili effetti negativi delle due realtà, la centrale di Borgo Sabotino e la discarica di Borgo Montello, si intersechino e che sia poi difficile separarli in maniera netta». Un appello a difendere comunque il territorio.
Elena Ganelli dal Corriere Pontino del 21 febbraio 2011







