Non si può continuare a gestire l’emergenza. Serve urgentemente un piano perché i flussi migratori di comunità di etnia rom sul territorio apriliano sono ormai l’ordinaria amministrazione. Una scena come quella del sabato pomeriggio di due settimane fa, con l’auto privata del sindaco parcheggiata in mezzo a via Cattaneo e Domenico D’Alessio circondato da vigili urbani che discute animatamente con alcuni capifamiglia della carovana rom che lì voleva piantare le tende non può essere più tollerata. La città di Aprilia deve dotarsi di strumenti e infrastrutture necessarie per gestire in sicurezza e nel rispetto della legalità il fenomeno del nomadismo che, se incontrollato, si accompagna quasi parallelo all’aumento della microcriminalità, dei furti e del degrado nelle aree verdi. Per questo, nella giornata odierna, presso l’ufficio del primo cittadino di piazza Roma, è convocato un summit straordinario tra il sindaco e il comandante della Polizia Locale Massimo Giannantonio per fare il punto della situazione. Nelle ultime ore, tanto per citare gli episodi più vicini, un blitz dell’Arma dei Carabinieri della compagnia di via Tiberio al comando del maggiore Luca Nuzzo ha ricordato che ancora l’ex Enotria rappresenta un rifugio per disperati, nonostante i sigilli della Procura della Repubblica, mentre in un piazzale dell’area industriale si sono riviste le stesse scene di due settimane fa a via Aldo Moro e al parcheggio del cimitero. Della situazione di Aprilia e delle decisioni assunte dall’amministrazione dovrebbe essere in seguito edotto il Prefetto di Latina e il Prefetto di Roma, quest’ultimo nominato commissario straordinario per affrontare l’emergenza rom sul territorio regionale.
Giuseppe Zaccone dal Corriere Pontino del 21 febbraio 2011








