Vivere nei pressi delle centrali nucleari di Borgo Sabotino o del Garigliano non aumenta il rischio di ammalarsi di una forma di tumore causata dalle radiazioni.
A leggerla così la notizia emersa dallo studio epidemiologico sugli impianti nucleari potrebbe sembrare anche rassicurante, se non fosse che, proprio nei territorio pontini presi in esame dal dipartimento di epidemiologia del servizio sanitario regionale, l’incidenza di malattie e forme tumorali risulta più diffusa e più elevata rispetto alla media regionale. Sono questi i due risultati dello studio effettuato sullo stato di salute della popolazione residente nei territori gravati dalle servitù nucleari di Sabotino e del Garigliano, realizzato in collaborazione con la Asl di Latina e con l’Arpa Lazio. L’analisi, chiesta dall’ex consigliere regionale Fabrizio Cirilli e dall’attuale assessore Aldo Forte, ha valutato la salute dei cittadini dei comuni di Latina, Castelforte e Santi Cosma e Damiano, scoprendo che, seppure non si rileva una relazione diretta tra la distanza dagli impianti nucleari e lo sviluppo di forme di tumore, si riscontra, negli stessi territori che per decenni hanno subito la servitù nucleare, un’incidenza più alta di malattie. Forme tumorali per le quali tuttavia non è dimostrabile un legame con l’esposizione alle radiazioni. Ma il dato è tutt’altro che rassicurante. E vale da solo, secondo l’assessore Aldo Forte, ad entrare nel dibattito sull’individuazione dei nuovi siti nucleari. La discussioen parte da qui. «Si tratta di uno studio che insieme al collega Cirilli – spiega l’assessore Forte – ho voluto che venisse finanziato perché entrambi riteniamo che il dibattito sul nucleare è talmente delicato da doversi basare prima di tutto sui dati scientifici. La valutazione epidemiologica è uno di quegli elementi che, secondo la normativa, devono essere presi in esame nell’ambito della scelta della collocazione di nuovi siti nucleari. E il fatto che stiamo parlando di territori che, per quanto riguarda sviluppo di malattie e tassi di mortalità , presentano già una situazione critica valutata scientificamente deve avere il suo peso». E questa, dati alla mano, è già un’argomentazione valida da presentare all’Agenzia nazionale per il nucleare, chiamata ad esprimersi sull’individuazione dei luoghi in cui collocare la nuova generazione di impianti.
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Laura Pesino dal Corriere Pontino del 20 febbraio 2011
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