Questa volta non c’è più tempo. Il PdL deve decidere il suo futuro, quello di Latina, ma la divisione in tre tronconi appare insanabile. Da un lato ci sono gli ex azzurri, promotori della sfiducia all’ex sindaco Vincenzo Zaccheo e favorevoli a un ricompattamento del partito che porti ad un candidato sindaco locale; dall’altro gli ex An vicini a Vincenzo Zaccheo, fortemente critici verso la gestione del partito da parte di Claudio Fazzone e pronti ad uscire dal PdL. In mezzo altri ex An, guidati dal consigliere regionale Giovanni Di Giorgi, critici sia verso la linea di Zaccheo sia verso la gestione Fazzone e promotori di un rinnovamento del partito dall’interno. Questa sera il commissario del PdL di Latina, Francesco Aracri, cercherà un’ultima ricucitura in extremis, poi la parola passerà direttamente a Roma. Una situazione davvero critica, da cui è difficile uscire, come ammette anche l’ex assessore comunale ai trasporti, Felice Palumbo: «Temo che il partito possa essere nella stessa situazione in cui si trovò la Democrazia Cristiana a Latina nel 1993 – afferma Palumbo – Troppe divisioni che possono far perdere le elezioni come avvenne in quella occasione. E’ una lezione che ci deve servire. Qui si parla troppo di posti e di assessorati e per niente, invece, di cose importanti, di temi che riguardano il futuro della città, dalla famiglia ai problemi del lavoro, fino alle istanze degli operatori del commercio e del turismo». Palumbo è ancora più sferzante: «Bisogna dire no a questo clima di ripicche, occorre voltare pagina e cercare di essere uniti. Ma davvero vogliamo regalare la città alla sinistra? Propongo di cercare un accordo di programma sui temi essenziali, poi non ha importanza chi sarà il sindaco. Questo è il ragionamento che dovremmo fare tutti per il bene della città, solo in secondo luogo possiamo scegliere il nome del sindaco».
Fabio Banvenuti dal Corriere Pontino del 31 gennaio 2011






