La riapertura dei “Giardinetti” ha richiamato ieri pomeriggio migliaia di persone desiderose di tornare a vivere uno degli spazi verdi più rappresentativi della città. Un’inaugurazione molto partecipata che ha segnato la conclusione di un lungo intervento di riqualificazione, arrivato però con circa un anno e mezzo di ritardo rispetto ai tempi inizialmente previsti.
Qui il video dell’inaugurazione
Se da un lato la restituzione dell’ex parco Arnaldo Mussolini è stata accolta con entusiasmo, dall’altro non sono mancate le osservazioni sul risultato finale dei lavori. Tra i commenti più ricorrenti dei visitatori c’è stato quello relativo all’aspetto ancora incompleto di diverse aree della struttura.
In particolare, molte zone risultano ancora prive di prato, sostituito da ampie superfici di terreno nudo che trasmettono l’impressione di un cantiere non del tutto concluso. Anche i nuovi percorsi pedonali hanno suscitato perplessità: il materiale utilizzato è stato giudicato da numerosi cittadini poco stabile e non all’altezza delle aspettative, soprattutto considerando l’entità dell’investimento sostenuto per la riqualificazione.
A creare qualche disagio durante la giornata inaugurale è stato anche un nido di vespe individuato nell’area giochi. La presenza degli insetti ha causato alcuni momenti di preoccupazione tra le famiglie e i bambini che stavano utilizzando le nuove attrezzature, sebbene la situazione sia stata successivamente gestita.
Le criticità emerse sembrano trovare conferma anche nei successivi interventi già programmati. Nei giorni precedenti alla riapertura è stato infatti affidato un ulteriore servizio di oltre 68 mila euro per opere di finitura paesaggistica, manutenzione del verde, regolarizzazione delle superfici e valorizzazione del patrimonio vegetale. L’obiettivo è completare alcuni aspetti dell’area e migliorarne la qualità complessiva.
Nonostante queste riserve, alcune delle nuove installazioni hanno riscosso un immediato successo. Il grande dinosauro dell’area giochi è diventato l’attrazione principale della giornata, preso d’assalto dai bambini fin dalle prime ore di apertura. Molto apprezzate anche la pista di pattinaggio e la nuova area fitness, che hanno attirato sia i più piccoli sia gli adulti.
La grande partecipazione dimostra quanto il Parco continui a rappresentare un punto di riferimento per la città. Resta però la sensazione, condivisa da molti visitatori, che il progetto necessiti ancora di ulteriori interventi per esprimere pienamente il valore di una riqualificazione tanto attesa e sostenuta con un investimento significativo.
Sui social, intanto, il dibattito è rimasto acceso anche nelle ore successive all’inaugurazione. Accanto ai numerosi messaggi di soddisfazione per la riapertura del parco, non sono mancate critiche e osservazioni sullo stato dell’opera. Tra i commenti c’è quello di un cittadino che scrive: «Voglio sperare che sia ancora tutto da finire. Ma i tombini di fondazione dove sono? A parte il muretto di cinta, che in alcuni tratti supera i 50 centimetri e pochi metri dopo scende fino a circa 5, e le strade in calcestruzzo stile brutalismo sovietico, con un investimento di 6 milioni di euro mi sarei aspettato ben altro: un’opera rifinita, un prato all’inglese e soluzioni più curate, come una pavimentazione drenante in ghiaia e resina. Di fronte a questo risultato, mi chiedo quale sia stato il ruolo dell’Amministrazione comunale, dell’Ufficio Tecnico e della ditta esecutrice nel controllo della qualità dell’opera. A mio avviso, il risultato finale solleva seri dubbi sull’efficacia della progettazione, della direzione dei lavori e delle verifiche eseguite. I cittadini meritano risposte chiare e un’opera pubblica all’altezza delle risorse investite». Un intervento che riassume il sentimento di una parte dei visitatori, convinti che la riqualificazione necessiti ancora di ulteriori interventi e chiarimenti.







