Un ingente quantitativo di sostanze stupefacenti è stato sequestrato dalla Polizia di Stato a Pomezia, nel corso di un’operazione condotta dagli investigatori della VII Sezione Antidroga della Squadra Mobile. Complessivamente sono stati trovati circa 31 chili di droga, tra cocaina e hashish, nascosti all’interno di un’abitazione utilizzata, secondo gli investigatori, come vero e proprio deposito.
L’indagine è partita dall’osservazione del comportamento sospetto di un 23enne, notato mentre percorreva a forte velocità la strada statale Pontina a bordo di un’utilitaria a noleggio. Gli agenti lo hanno seguito a distanza fino a quando il giovane è entrato in un’abitazione, dove si è trattenuto per circa quaranta minuti.
Fermato poco dopo essere uscito dalla proprietà, il 23enne è apparso particolarmente nervoso durante il controllo. Nell’auto sono state inoltre trovate alcune buste utilizzate per il confezionamento, dalle quali proveniva un odore riconducibile agli stupefacenti.
Le chiavi rinvenute nel veicolo hanno permesso agli investigatori di accedere all’immobile. La casa era dotata di un sistema di videosorveglianza, che avrebbe consentito di monitorare l’esterno e prevenire eventuali controlli delle forze dell’ordine. All’interno dell’abitazione si trovavano un uomo e una donna.
La perquisizione ha portato alla scoperta di ingenti quantità di droga nascoste in diversi punti della casa. Nel congelatore sono stati trovati 19 panetti di hashish, per un peso complessivo di circa 2 chili, contrassegnati da codici e immagini decorative.
La parte più consistente dello stupefacente era nascosta nella camera da letto, chiusa a chiave. All’interno del vano di un letto contenitore gli agenti hanno rinvenuto un borsone contenente circa 29 chili di cocaina, suddivisi in 26 confezioni contraddistinte da diversi simboli, tra cui una corona, una goccia d’acqua e la bandiera colombiana.
Nel corso della perquisizione sono stati sequestrati anche diversi strumenti ritenuti funzionali alla lavorazione e al confezionamento della droga: un roner, un frullatore, due macchine sottovuoto, una bilancia di precisione e altro materiale destinato alla preparazione delle dosi.
Secondo una prima valutazione degli investigatori, lo stupefacente, se immesso sul mercato al dettaglio, avrebbe potuto generare profitti per diversi milioni di euro.
Al termine degli accertamenti, per tutte e tre le persone è scattato l’arresto con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Gli arresti sono stati successivamente convalidati dall’Autorità Giudiziaria, che ha disposto per uno degli indagati la custodia cautelare in carcere.







