Un reperto storico riaffiora dai fondali del Golfo di Gaeta. Il motopeschereccio “Nonno Raffa” ha recuperato durante una battuta di pesca un’ala di un velivolo militare, rimasta a circa 300 metri di profondità a circa 15 miglia dalla costa.
La struttura, fortemente corrosa ma ancora riconoscibile, è stata portata alla Banchina Caboto, dove è stata presa in carico dalla ditta Semater e successivamente trasferita presso la Cooperativa Pescatori di Peschiera. Il ritrovamento ha subito attirato curiosi e appassionati, alimentando interrogativi sulla sua origine.
Secondo una prima valutazione della Guardia Costiera di Gaeta, guidata dal comandante Felice Monetti, si tratterebbe di un’ala appartenente a un aereo militare statunitense, forse risalente alla Seconda guerra mondiale o a un periodo successivo. Saranno ora gli esperti a stabilirne modello ed epoca.
Monetti ha ringraziato equipaggio del “Nonno Raffa”, operatori portuali e sommozzatori intervenuti nelle operazioni di recupero, tra cui Salvatore e Nicola Gonzalez, che hanno verificato il reperto in profondità.
Nelle ore successive è emersa anche un’ipotesi alternativa, che collega il ritrovamento a un episodio già noto nella storia locale: il recupero, nel 2000, di un frammento attribuito a un F-4 Phantom II precipitato nel Tirreno nel 1974 durante una missione della USS America. In quell’occasione i due piloti si salvarono dopo l’ammaraggio d’emergenza.
Al momento, tuttavia, non esistono elementi che confermino un collegamento diretto tra il reperto odierno e quel velivolo. Le verifiche tecniche chiariranno se si tratti dello stesso aereo o di un altro velivolo militare finito nei fondali del Golfo.
Intanto, il ritrovamento riporta alla luce un nuovo frammento di storia sommersa: un pezzo di metallo rimasto nascosto per decenni sul fondo del mare e riemerso oggi, riaccendendo il mistero dei relitti del Golfo di Gaeta.







