A una settimana dalla scomparsa di Sarah e Alisya, le due sorelle di 12 e 16 anni originarie di Scauri, nel comune di Minturno, non sono ancora emerse notizie utili a chiarire dove si trovino. Le ragazze si sono allontanate dalla comunità educativa che le ospitava a Civitella Alfedena, in provincia dell’Aquila, e da allora sono in corso ricerche e accertamenti coordinati dalla Procura di Sulmona.
Le due minori vivevano dal 2024 presso la comunità educativa Ofh Hope, situata all’interno del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’allontanamento sarebbe avvenuto nella notte tra sabato e domenica, in una fascia oraria compresa tra le 2 e le 6 del mattino.
Sarah frequenta la scuola secondaria di primo grado a Barrea, mentre Alisya è iscritta all’istituto commerciale a indirizzo turistico di Castel di Sangro. Chi le conosce le descrive come ragazze educate e corrette nei comportamenti quotidiani.
Le indagini sono affidate ai carabinieri della Compagnia di Castel di Sangro, su delega della Procura della Repubblica di Sulmona. Il sostituto procuratore Stefano Iafolla ha aperto un fascicolo per sottrazione di minori e ha disposto l’acquisizione dei telefoni cellulari delle ragazze, rimasti all’interno della struttura, per analizzarne il contenuto e ricostruire eventuali contatti o elementi utili alle ricerche.
Tra gli aspetti al centro degli accertamenti vi sono anche le modalità dell’allontanamento. Le due sorelle avrebbero lasciato la comunità passando attraverso una finestra danneggiata e priva di inferriate. La struttura non dispone di sistemi interni di videosorveglianza né di impianti di allarme. Inoltre, secondo quanto emerso nelle prime verifiche, le telecamere presenti lungo le strade della zona non avrebbero registrato il passaggio delle due giovani nelle ore successive alla scomparsa.
Un elemento significativo riguarda il lavoro svolto dai cani molecolari impiegati nelle ricerche. Le unità cinofile specializzate sono state utilizzate per individuare eventuali tracce lasciate dalle ragazze dopo l’uscita dalla struttura, ma finora non sarebbero riuscite a ricostruire con certezza il percorso seguito dalle adolescenti. Anche questo aspetto viene attentamente valutato dagli investigatori nell’ambito degli accertamenti in corso.
Nelle operazioni di ricerca sono impegnati vigili del fuoco, forze dell’ordine, unità cinofile specializzate e droni. Le attività si concentrano nelle aree boschive circostanti e nella zona del lago di Barrea. Finora le verifiche effettuate sul territorio non hanno consentito di individuare una traccia certa del percorso seguito dalle due adolescenti.
Nel frattempo continuano gli appelli dei familiari. La madre, Valentina D’Acunto, ha rivolto un messaggio pubblico alle figlie chiedendo loro di mettersi in contatto con la famiglia per rassicurare tutti sulle loro condizioni. «Qualunque sia stato il motivo che vi ha portato ad allontanarvi, vi chiedo di mettervi in contatto con noi. Mamma non è arrabbiata e ricordate che tutto si sistema, ma dobbiamo farlo insieme», ha dichiarato la donna, ribadendo il proprio invito alle figlie a dare notizie di sé. Anche il padre, Stefano Di Giacinto, nei giorni scorsi aveva rivolto un appello alle ragazze chiedendo loro di farsi sentire.
Gli investigatori stanno verificando ogni elemento utile alla ricostruzione degli eventi precedenti alla scomparsa. Sono stati effettuati accertamenti e controlli in diversi luoghi ritenuti di interesse per le indagini, mentre le ricerche sul territorio proseguono senza interruzione con l’obiettivo di rintracciare le due sorelle e accertare le circostanze del loro allontanamento.







