Un uomo di 56 anni, originario di Roma, e una donna di 38 anni, di nazionalità bulgara, sono stati arrestati nell’ambito di un’operazione congiunta condotta dalla Polizia di Stato e dai Carabinieri del Reparto Territoriale di Aprilia. I due, entrambi con precedenti di polizia, sono ritenuti gravemente indiziati di tre episodi di rapina aggravata e lesioni aggravate commessi in concorso.
L’ordinanza di custodia cautelare è stata eseguita nella giornata del 9 giugno, al termine di un’articolata attività investigativa che ha permesso di ricostruire una presunta serie di aggressioni avvenute ad Aprilia tra gennaio e aprile 2025.
Le indagini hanno preso avvio da tre distinti episodi criminosi. Due dei casi sono stati seguiti dai Carabinieri del Reparto Territoriale di Aprilia, mentre il terzo è stato approfondito dagli investigatori del Commissariato di Polizia cittadino. Gli accertamenti hanno consentito di individuare un presunto modus operandi ben definito.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, le vittime venivano attirate attraverso annunci pubblicati su siti internet dedicati agli incontri. Dopo aver contattato un numero telefonico associato agli annunci e aver concordato una prestazione dal costo particolarmente basso, circa 20 euro, gli uomini venivano invitati a raggiungere un appartamento situato ad Aprilia.
Una volta arrivati sul posto, sarebbero stati accolti dalla donna. Successivamente entrava in azione il complice, che, armato di coltelli o altre armi da taglio, avrebbe minacciato le vittime costringendole a consegnare denaro contante, telefoni cellulari e altri effetti personali.
In alcuni episodi, la violenza sarebbe degenerata ulteriormente. Gli investigatori contestano infatti all’uomo di aver colpito con diversi fendenti alcune vittime che avevano tentato di opporre resistenza. Le aggressioni avrebbero provocato ferite anche in zone particolarmente delicate come il collo e la testa, rendendo necessario il ricorso alle cure mediche e, in alcuni casi, l’applicazione di numerosi punti di sutura.
Determinanti per l’inchiesta sono state le testimonianze delle persone offese, unite all’analisi degli elementi raccolti e ai successivi approfondimenti investigativi, che hanno consentito di acquisire gravi indizi a carico dei due indagati.
Dopo essere stati rintracciati ad Aprilia, i due sono stati arrestati e condotti presso le rispettive strutture detentive. L’uomo è stato trasferito nella Casa Circondariale di Latina, mentre la donna è stata accompagnata nel carcere romano di Rebibbia, dove restano a disposizione dell’Autorità Giudiziaria in attesa dei successivi sviluppi processuali.
Si ricorda che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che gli indagati devono considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.







