Situazione insolita ma sempre più frequente quella che si sta verificando all’Istituto Bianchini-Filosi di Terracina, dove la presenza di alcuni gabbiani particolarmente aggressivi ha costretto la dirigenza scolastica ad adottare misure straordinarie per garantire la sicurezza di studenti, docenti e personale scolastico.
Nelle ultime ore, infatti, diversi episodi legati al comportamento dei volatili hanno portato la dirigente scolastica a disporre la chiusura temporanea del cancello posteriore dell’istituto. Una decisione formalizzata attraverso una comunicazione ufficiale rivolta all’intera comunità scolastica.
Nel provvedimento viene annunciata “l’interdizione temporanea all’utilizzo del cancello posteriore per motivi di sicurezza”, specificando che il passaggio nell’area resterà vietato sia in entrata che in uscita fino a nuova disposizione.
Alla base della decisione vi sarebbe la presenza, nella zona adiacente al varco, di alcuni esemplari di gabbiani che avrebbero mostrato atteggiamenti particolarmente aggressivi. Secondo quanto ipotizzato, gli animali potrebbero trovarsi in una fase di nidificazione oppure essere impegnati nella protezione dei piccoli, circostanza che spesso porta queste specie ad assumere comportamenti difensivi nei confronti delle persone che si avvicinano ai nidi.
Per prevenire possibili incidenti, la scuola ha quindi deciso di limitare l’accesso all’area interessata, invitando studenti, famiglie e personale a utilizzare esclusivamente l’ingresso principale situato in via Pantanelle.
Contestualmente, la dirigenza ha rivolto un appello all’utenza affinché venga evitata la permanenza nelle aree esterne vicine al cancello interdetto e soprattutto l’abbandono di residui alimentari, elemento che potrebbe favorire un’ulteriore presenza dei volatili nei pressi dell’edificio scolastico.
Sul posto sono intervenuti anche gli operatori della Forestale per monitorare la situazione. Tuttavia, eventuali interventi risultano particolarmente complessi poiché i gabbiani rientrano tra le specie protette e la normativa limita fortemente azioni che possano interferire con nidificazione e riproduzione.







