A distanza di due anni dall’ultima escalation e dalle accese polemiche che ne seguirono, gli spogliatoi dell’ospedale Santa Maria Goretti di Latina continuano a essere un luogo del tutto accessibile e privo di adeguate misure di sicurezza. Nelle ultime settimane la situazione è tornata a essere critica, con blitz quotidiani a danno di infermieri e medici. I colpi si ripetono sia di notte sia durante il giorno, sfruttando la dispersività della struttura e i numerosi varchi poco sorvegliati.
Ormai consapevole dei rischi, il personale sanitario evita da tempo di lasciare oggetti di valore o portafogli negli armadietti. Ciononostante, i ladri continuano a colpire portando via tutto ciò che trovano, compresi abiti civili e calzature personali. Un disagio estremo che ha costretto diverse vittime di furto a doversi riaccompagnare a casa indossando il camice e le ciabatte impiegate durante i turni nei reparti.
Il nuovo picco di episodi coincide curiosamente con la recente scarcerazione dei soggetti che due anni fa erano stati arrestati dai carabinieri per i furti all’interno del nosocomio e in altre strutture della città. Con il loro ritorno in libertà a partire dalla stagione estiva, le razzie negli spogliatoi hanno ripreso a verificarsi con un’incalzante regolarità.
Tra gli operatori sanitari cresce il malcontento verso i vertici aziendali, accusati di disinteresse di fronte a un problema che si trascina da anni. Nonostante i ripetuti solleciti e gli interventi dei sindacati per richiedere la chiusura del piano interrato con porte ad accesso riservato tramite badge o tessere di riconoscimento, nulla è stato ancora fatto. Gli operatori tornano quindi a chiedere con forza un intervento risolutivo e immediato che possa garantire la sicurezza e restituire serenità al personale in servizio.







