L’allarme scattato nella serata di ieri tra via Guido Rossa e via Galvaligi a Latina. Nessun ferito e nessun danno materiale. Gli investigatori escludono la pista della criminalità organizzata o dell’intimidazione: si è trattato di una bravata.
Un boato improvviso nel silenzio della sera, seguito da una fiammata luminosa che si è estinta nel giro di pochissimi secondi. È bastato questo a far piombare nuovamente nella tensione i residenti del quartiere tra via Guido Rossa e via Galvaligi. L’allarme è scattato immediatamente, proiettando il rione nell’incubo di una nuova escalation di violenza. Fortunatamente, però, i successivi accertamenti delle forze dell’ordine hanno ridimensionato l’accaduto: non si è trattato di un attentato o di un segnale del racket, ma solo di un’inconsulta bravata ad opera di ignoti.
L’episodio si è consumato sul retro di uno dei due palazzi “gemelli” della zona, in un punto riparato a ridosso di un cespuglio, situato tra la fitta vegetazione del parco di via Sant’Agostino e il perimetro delle case Arlecchino. Alcuni vandali hanno dato fuoco a due bombolette spray di vernice. Il gas contenuto all’interno dei recipienti ha alimentato la fiammata per qualche istante, fino a quando il calore intenso non ne ha provocato l’esplosione di una, generando il forte tonfo udito nel vicinato.
A lanciare l’allarme è stato un residente della zona, insospettito dal boato e dal chiarore improvviso notato dalla finestra. Quando i Vigili del Fuoco sono giunti sul posto con le proprie squadre, l’incendio si era già spento da solo, non lasciando alcun rogo attivo da domare.
Per ricostruire l’esatta dinamica dell’evento sono intervenuti gli agenti della Squadra Volante insieme al personale della Polizia Scientifica, che ha provveduto ad effettuare i rilievi fotografici e il repertamento dei resti metallici delle due bombolette.
L’esito delle prime verifiche ha subito rassicurato gli investigatori: la vicenda non presenta elementi di interesse criminale o strategico. Il punto scelto dagli autori del gesto affaccia esclusivamente su piccole finestre di aerazione dell’edificio e non vede la presenza di portoni d’ingresso, garage o accessi privati. Una conformazione che permette di escludere con certezza la pista del gesto intimidatorio o dell’avvertimento diretto a qualche residente.
Se in un primo momento la notizia ha generato forte preoccupazione tra gli abitanti, è per via dei trascorsi della zona. L’episodio si è infatti verificato a pochissima distanza dalle “case Arlecchino”, quartiere che soltanto lo scorso anno era stato il fulcro di una sanguinosa faida per il controllo e la gestione dello spaccio di sostanze stupefacenti. Una “stagione delle bombe” caratterizzata da una scia di attentati dinamitardi e incendiari ai danni di abitazioni e veicoli, che aveva minato a lungo la serenità dei cittadini.
Le forze dell’ordine hanno comunque confermato che non sussiste alcun legame tra l’esplosione delle bombolette e le dinamiche della criminalità locale. Nonostante l’assenza di un pericolo concreto, la guardia resta alzata: i controlli nella zona saranno ulteriormente rafforzati per evitare che gesti d’emulazione o atti di vandalismo possano continuare a turbare la quiete pubblica.






