Inchiesta metro, sequestro confermato per l’ex sindaco di Latina

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Diventa più complica la posizione dell’ex sindaco di Latina e degli altri indagati nell’ambito dell’inchiesta sulla metropolitana leggera dopo la conferma dei sigilli al patrimonio da 3,6 milioni di euro. Il gip del tribunale di Latina Giuseppe Cario ha sciolto la riserva e convalidato il sequestro dei beni finiti sotto chiave con un decreto d’urgenza del pubblico ministero Cristina Pigozzo.

Per il giudice, dunque, sussistono le esigenze cautelari visti i raggiri, come descritti dalla procura, messi in atto per ottenere i finanziamenti per la realizzazione dell’opera che avrebbe dovuto collegare la Stazione di Latina Scalo col centro e poi con i quartieri Q4 e Q5. In particolar modo sul contributo regionale di 6,7 milioni di cui non c’è traccia in nessun documento della Pisana. Non solo. “Raggiri” che indussero in errore anche il Ministero dei trasporti quando nel 2005 il Comune garantì con un progetto esecutivo redatto dell’ingegnere Lorenzo Le Donne l’impegno per la copertura della parte economica non coperta dai contributi statali. In realtà, carte alla mano, nel 2005, l’amministrazione comunale aveva selezionato Metrolatina come partner per il progetto di finanza per costruire la metro per un costo complessivo di 130 milioni di euro, 83 dei quali finanziati dal Cipe, comitato interministeriale per la programmazione economica. L’incarico alla spa risale invece al 2007. Due anni dopo, il consiglio comunale approverà il progetto e la variante urbanistica verrà addirittura approvata nel 2011. Artifizi e raggiri che, per la procura, si concretizzano anche nel richiedere e autorizzare la liquidazione del primo stato di avanzamento lavori relativo alla costruzione di cinque vagoni della metro in assenza del progetto esecutivo della linea 1, in attesa di variante urbanistica, e non fosse stato ancora approvato il progetto esecutivo della linea 2. Intanto, alla luce degli ultimi sviluppi nell’inchiesta, lo stesso Cipe, ha preso atto della informativa del Comune di Latina che ha, si legge, “rappresentato l’impossibilità di proseguire nella realizzazione dell’opera dando mandato al dipartimento di programmazione economica e il ministero di svolgere i necessari approfondimenti entro breve termine per adottare successivamente le conseguenti determinazioni. Mentre sul finanziamento sembrano ormai esserci poche possibilità, dal punto di vista dell’inchiesta la prescrizione si allontana. L’ultimo tentativo di truffa contestato dal giudice risale al 2014 , quando Metro Latina chiede al Comune danni per 31 milioni di euro. Proprio il deposito di quella citazione farebbe slittare la prescrizione al 2020. Lazio Tv

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