L’introduzione del tetto massimo ai prezzi dei carburanti deciso da Eni — un limite di 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro per il diesel per i prossimi 30 giorni — ha scatenato una vera e propria corsa al rifornimento sin dalle prime ore del mattino di ieri. L’iniziativa, che coinvolge oltre 3.800 impianti sulla rete stradale nazionale, ha avuto un impatto immediato anche su Latina e sul territorio provinciale, dove molte stazioni di servizio sono andate rapidamente in tilt.
Nel capoluogo pontino e lungo le principali arterie di scorrimento, come la Pontina e l’Appia, si sono registrati lunghi incolonnamenti fin dall’alba. L’affluenza straordinaria ha causato l’esaurimento precoce delle scorte in diversi distributori della pianura e delle zone periferiche, costringendo i gestori a esporre i cartelli di carburante terminato in attesa dell’arrivo delle autobotti.
L’altra faccia della medaglia: sollievo temporaneo o mossa d’immagine?
Se da un lato le file testimoniano la necessità delle famiglie e dei pendolari di cogliere qualsiasi opportunità di risparmio, dall’altro la misura sta sollevando critiche sempre più accese. Tra gli automobilisti in attesa a Latina e nei comuni vicini, l’entusiasmo iniziale lascia spesso il posto alla rassegnazione e al dubbio che si tratti dell’ennesimo “specchietto per le allodole”.
Le perplessità principali riguardano la sostanza dell’operazione:
- Prezzi soglia ancora elevati: Fissare il tetto a 1,99 euro per la benzina e a 2,19 euro per il diesel garantisce un calo risibile rispetto ai picchi più alti, ma mantiene i costi su livelli storicamente altissimi e difficilmente sostenibili nel lungo periodo.
- Durata limitata: La validità di soli 30 giorni viene vista come una misura d’impatto d’immagine, utile a spostare quote di mercato verso il marchio più che a risolvere strutturalmente il problema del carovita.
- I disagi operativi: La corsa al pieno ha generato ingorghi alla viabilità locale e la paralisi degli impianti esauriti, lasciando a secco proprio chi aveva urgente necessità di fare rifornimento per motivi di lavoro.
“Garantire un ‘tetto’ a cifre che fino a pochi mesi fa avremmo considerato folli non è un vero aiuto,” commenta un automobilista fermo in coda lungo la Pontina. “Ci fanno passare per un regalo un prezzo comunque altissimo, e tra un mese saremo da capo.”
Mentre le stazioni del cane a sei zampe continuano a gestire il flusso eccezionale di veicoli, nel territorio pontino il dibattito si sposta così dalla convenienza del momento alla necessità di interventi strutturali e duraturi sul costo dell’energia.





