La ragazzina, con il consenso della madre, sarebbe stata ceduta a uomini adulti che avrebbero approfittato di lei alla stazione di Latina scalo.
Nelle carte dell’inchiesta sui baby prostituti della stazione Termini c’è anche una madre, residente a Latina scalo, accusata di aver venduto la figlia sedicenne. La ragazzina, con il consenso della madre, sarebbe stata ceduta a uomini adulti che avrebbero approfittato di lei. Per questo la signora, una rumena quarantenne che smerciava abusivamente biglietti presso lo scalo ferroviario, è finita sul registro degli indagati.
L’episodio risale al settembre 2014 ed è avvenuto proprio alla stazione di Latina scalo.
“È mattina quando gli inquirenti assistono a una scena che lascia poco spazio all’immaginazione. Nel piazzale della stazione si ferma una Range Rover rossa, guidata da un uomo. L’indagata raggiunge l’automobile, scambia qualche parola con il conducente «facendo ampi gesti con le braccia come per spiegargli un punto da raggiungere». Il fuoristrada si allontana e raggiunge una piccola via laterale. «Circa due minuti dopo, la minore usciva da un varco dello scalo e si recava velocemente dove poco prima si era diretto l’uomo» è scritto gli atti. Interrogato, il conducente della Range Rover dichiara: «Ricordo che quella mattina la donna mi ha avvicinato proponendomi una prestazione sessuale per 30 euro. Io non ho accettato perché non avevo la disponibilità della somma e perché non mi fido dei rom».






