Dopo tanti anni nella sua storica sede, la Farmacia Travagliati si trasferisce proprio di fronte, in viale dello Statuto 26. Un cambio “di pochi metri” sulla mappa, ma che segna un salto importante nella storia dell’attività : non un semplice trasloco, bensì una scelta voluta con decisione dai titolari, intenzionati a regalare a Latina qualcosa di unico e mai visto prima in città .
L’idea alla base del progetto è chiara fin dal principio: restituire qualcosa alla città . Non un ampliamento qualunque, ma un investimento pensato per lasciare un segno, per offrire ai cittadini di Latina uno spazio che sia al tempo stesso un servizio sanitario di eccellenza e un luogo capace di comunicare bellezza, cura e attenzione. Una farmacia, insomma, che i titolari hanno voluto come regalo alla comunità che li ha accompagnati in questi anni.
Per realizzare questa visione, la famiglia Travagliati si è affidata a un team di professionisti d’eccezione: gli architetti Alessandro Catani, Fabio Gnessi e Umberto De Zardo, che firmano insieme la nuova farmacia ricavata all’interno di un ex istituto bancario di viale dello Statuto. Il progetto architettonico e la direzione dei lavori portano la firma di Alessandro Catani, mentre a Fabio Gnessi e Umberto De Zardo si deve l’interior design: l’organizzazione degli spazi, la scelta dei materiali, degli arredi e degli elementi di allestimento. Il risultato è un dialogo armonico tra architettura, design e qualità esecutiva, che dà vita a un ambiente contemporaneo dedicato al benessere e all’innovazione.
Una farmacia pensata come paesaggio, non come negozio
La nuova Farmacia Travagliati nasce dalla volontà di superare l’immagine tradizionale della farmacia come semplice spazio commerciale. Qui architettura, tecnologia e benessere convivono in un equilibrio misurato: il progetto abbandona il linguaggio dell’oggetto per abbracciare quello del paesaggio, uno spazio continuoo modellato da superfici plastiche e forme fluide, come se ogni elemento nascesse da un unico gesto progettuale.
L’ispirazione richiama le sperimentazioni della Space Age degli anni Settanta, reinterpretate con un’estetica essenziale e contemporanea. Il total white diventa strumento di astrazione: amplifica la luce, annulla il superfluo e lascia emergere la purezza delle geometrie.
La luce, del resto, è la vera protagonista del progetto. Grandi lucernari artificiali realizzati con teli tesi trasformano il soffitto in un cielo luminoso, diffondendo una luce morbida e uniforme che elimina le ombre e crea un’atmosfera sospesa, quasi immateriale. Lo spazio perde la percezione del limite e assume una dimensione calma, accogliente, senza tempo.
A guidare l’intervento è il principio della continuità : le scaffalature si sviluppano senza interruzioni lungo il perimetro, mentre leggere isole centrali trasparenti organizzano il percorso senza mai ostacolarne la lettura, lasciando che sia il vuoto a diventare protagonista.
In questo scenario volutamente rarefatto, la materia gioca un ruolo essenziale: il pavimento effetto travertino introduce una dimensione naturale che dialoga con il rigore del bianco, riportando calore ed equilibrio. Gli spazi dedicati alla farmacia dei servizi, con due cabine estetiche dalle forme morbide e avvolgenti, evocano invece l’atmosfera di un hammam grazie alle finiture nei toni della terra: un ambiente raccolto, intimo e rilassante.
La tecnologia, pur essendo il cuore funzionale della farmacia grazie al sistema robotizzato per la gestione automatizzata dei farmaci, resta discreta: l’architettura costruisce un’esperienza in cui l’innovazione è al servizio della qualità dello spazio e dell’efficienza operativa, senza mai prendere il sopravvento.
Anche l’esterno racconta questa filosofia. La facciata, scolpita nell’acccostamento tra marmo Verde Alpi e acciaio, assume un carattere quasi monolitico: la materia sembra piegarsi ad avvolgere le aperture, trasformando l’ingresso in un gesto plastico che anticipa il linguaggio degli interni e regala all’edificio una forte identità urbana, ben riconoscibile lungo viale dello Statuto.
Un progetto per la città , prima ancora che per il farmaco
Più che una farmacia, quello che i titolari hanno voluto realizzare è un luogo in cui la cura inizia dallo spazio stesso: un’architettura capace di trasmettere serenità attraverso la luce, la continuità delle forme e la qualità della materia. È qui che il progetto trova il suo significato più profondo, quello dichiarato fin dall’inizio dai proprietari: dimostrare che anche un servizio sanitario di prossimità può diventare un’esperienza sensoriale e culturale, un piccolo patrimonio condiviso con l’intera comunità .
Come raccontano gli architetti: “Abbiamo immaginato la farmacia come uno spazio capace di rassicurare ancora prima di essere utilizzato. Un ambiente nel quale la tecnologia opera in modo silenzioso e invisibile, mentre luce, materia e forme accompagnano naturalmente il visitatore. L’architettura, in questo progetto, non è un contenitore della funzione, ma il primo strumento di benessere”.
La nuova Farmacia Travagliati, in viale dello Statuto 26, è così molto più di un semplice cambio di indirizzo: è il segno tangibile di una scelta di campo, quella di una famiglia che dopo anni di attività ha deciso di investire nella bellezza e nella qualità dello spazio pubblico, restituendo a Latina un luogo che unisce salute, design e senso di comunità .
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