Tutto sui conti correnti gratuiti

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Il 2018 si è aperto con i soliti rincari, ma c’è qualche sorpresa riservata ai contribuenti. Le banche hanno messo a punto i conti correnti gratuiti per facilitare i risparmiatori, ma ci sono ovviamente delle condizioni da rispettare. La ricerca condotta da Sos tariffe per conto del quotidiano La Stampa ha permesso di raccogliere alcuni dati sui rincari riguardanti i conti correnti dal 2013 ad oggi: 36 euro. Tra gli istituti di credito ci sono 17 banche tra quelle tradizionali e quelle online, che hanno annunciato ulteriori rincari sulle spese di tenuta e gestione del conto. Lo stesso studio afferma che nell’ultimo anno la crescita media dei costi si è attestata sul 20%. Sono stati presi in considerazione i principali 10 operatori del credito e in alcuni casi i rincari registrati sono stati addirittura del 40%. A fare eco all’indagine del giornale ci hanno pensato le associazioni dei consumatori Codacons e Adusbef. Secondo loro ci saranno anche nel 2018 dei rincari, compresi tra i 18 e i 38 euro.

La gratuità del conto

In questo panorama molte persone non riescono a permettersi di affrontare le spese previste dalle banche, quindi pur di non rinunciare ai clienti e di consentire ai cittadini di avere un rapporto bancario per le loro transazioni. Non tutti sanno, però, che esistono conti gratuiti.

Chi si trova in condizioni disagiate può beneficiare di prodotti a costo zero. Naturalmente l’iniziativa arriva dalla legge, in particolare dal Decreto legislativo numero 37 del 2017 appena pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, che recepisce la Direttiva UE 2014/52 rendendola operativa. L’Unione Europea sostiene che tutti i cittadini hanno diritto di disporre di un conto corrente bancario senza subire discriminazioni. Lo strumento normativo obbliga quindi gli istituti di credito di dotarsi e proporre ai clienti delle formule di conti correnti base. La gratuità applicata si abbina a rapporti che consentono di effettuare le operazioni più semplici come i bonifici. In realtà il costo potrebbe non essere proprio a zero, ma dipende dalle condizioni economiche del cliente, che influiranno sulle spese da sostenere per l’operatività del conto.

Canone e operazioni

Le diverse banche stanno adottando il principio dettato dalla legge, ma i canoni saranno ragionevoli, ovvero i conti completamente gratuiti saranno destinati a chi è meno abbiente. Ci saranno comunque servizi minimi da offrire, in modo che il cliente possa sfruttare le funzioni base del rapporto bancario. Potranno essere ricevuti i bonifici e si potrà disporre di una carta di debito per i pagamenti all’interno degli esercizi commerciali e per il prelevamento di contanti. Inoltre si potranno eseguire i pagamenti riferiti alle tasse e alle utenze. Chiaramente l’intervento di riduzione o eliminazione delle spese vale anche per le commissioni riferite ai bonifici e ai pagamenti delle bollette. Non si riconosceranno interessi sui depositi e chiaramente il denaro depositato contribuirà alla valutazione delle condizioni economiche. Non si potrà essere titolari di altri conti correnti presso lo stesso istituto o altre banche, neppure presso le Poste.

La valutazione Isee

La determinazione delle condizioni da applicare e la conseguente gratuità del conto corrente non dipendono da una semplice valutazione effettuata dai funzionari bancari, ma dai documenti ufficiali. Per poter avere un canone ragionevole o essere esenti dal suo pagamento sarà necessario presentare il proprio Isee, calcolato da un Caf o da un ente preposto come l’Inps. Per i soggetti con un reddito, inclusivo di proprietà, salari e rendite, inferiore a 11.600 euro annui. Per i pensionati, invece, l’Isee non deve superare i 18 mila euro lordi all’anno. Sono questi gli importi che danno diritto alla completa gratuità del conto corrente, mentre per chi la supera potrà essere applicata una tariffa più contenuta. Sono queste le condizioni previste per il 2018 dalle banche, che secondo la legge dovranno proseguire nel tempo. Ovviamente ogni anno gli interessati dovranno provvedere ad aggiornare il proprio Isee oppure dare comunicazione all’istituto di credito delle sensibili variazioni della propria condizione economica che dovessero intervenire nell’anno in corso. Grazie a queste novità molte più persone potrebbero avere un conto in banca e svolgere le principali operazioni in entrata e uscita per gestire il proprio denaro.

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